Intel sta lavorando a una nuova linea di processori Ivy Bridge progettata per ridurre i consumi energetici senza rinunciare alla potenza di calcolo. L’obiettivo è rispondere alle esigenze di notebook e ultrabook sempre più sottili e mobili, dispositivi nei quali l’autonomia della batteria rappresenta un elemento essenziale insieme alle prestazioni.
La società punta quindi su una gestione più efficiente della tensione di alimentazione. Secondo le informazioni disponibili, i futuri processori dovrebbero mantenere prestazioni sostanzialmente invariate rispetto alle esigenze dei sistemi portatili, consumando però meno energia durante il funzionamento. Per l’utente finale, questo potrebbe tradursi in una maggiore durata della batteria e in una minore necessità di collegare il computer alla rete elettrica.
Perché la tensione di alimentazione è importante nei computer portatili
La tensione di alimentazione indica, in termini semplici, il livello di energia elettrica fornito al processore per consentirne il funzionamento. Riducendo questo valore, il chip può richiedere meno energia, soprattutto quando non è impegnato nell’esecuzione di attività intensive. In un notebook o in un ultrabook, dove la batteria deve alimentare tutti i componenti del sistema, ogni riduzione dei consumi può avere effetti positivi sull’autonomia complessiva.
La gestione della tensione deve tuttavia tenere conto del carico di lavoro. Un processore che sta eseguendo operazioni complesse necessita di condizioni operative diverse rispetto a un chip che si trova in stato di inattività, indicato con il termine idle. La tecnologia descritta da Intel interviene proprio su questo equilibrio, utilizzando valori molto bassi quando il processore non è impegnato e aumentando la tensione quando è richiesta potenza di calcolo.
Valori estremamente ridotti durante l’inattività
Il prototipo sviluppato da Intel ha consentito di realizzare chipset capaci di operare con una tensione di appena 10 mV in idle. Si tratta del livello utilizzato quando il sistema non sta sottoponendo il processore a un carico significativo. In questa condizione, limitare l’energia necessaria al funzionamento può contribuire a contenere i consumi nelle fasi in cui il computer rimane acceso ma non sta eseguendo attività particolarmente impegnative.
Quando invece il processore entra nella fase operativa, la tensione viene portata in un intervallo compreso tra 400 e 500 mV. Il passaggio tra i diversi livelli permette di adattare il consumo alle necessità del momento, evitando di utilizzare costantemente la massima alimentazione disponibile. È questo il principio alla base della promessa di Intel: mantenere la capacità di calcolo richiesta dal sistema, riducendo nel frattempo l’energia assorbita nelle diverse condizioni di utilizzo.
Ivy Bridge guarda alla prossima generazione di ultrabook
La nuova linea Ivy Bridge è destinata soprattutto ai dispositivi mobili, con particolare attenzione agli ultrabook e ai notebook. Questi prodotti devono combinare dimensioni contenute, mobilità e una sufficiente potenza per le attività quotidiane, ma ogni componente contribuisce al consumo complessivo. Processori progettati per lavorare a tensioni inferiori possono quindi diventare uno degli elementi utili per migliorare l’equilibrio tra prestazioni e durata della batteria.
Il vantaggio non riguarda soltanto chi utilizza il computer lontano da una presa di corrente. Una maggiore efficienza energetica può rendere più semplice progettare dispositivi portatili con un’autonomia più ampia, mantenendo al tempo stesso le caratteristiche di potenza richieste dagli utenti. Il testo originale sottolinea infatti la possibilità di ottenere autonomie mai viste prima, ma si tratta di una promessa legata agli obiettivi della nuova piattaforma, non di un risultato già misurato su prodotti commerciali.
Arrivo previsto a partire dal 2012
Secondo le informazioni fornite, i primi processori di nuova generazione destinati agli ultrabook e ai dispositivi mobili dovrebbero arrivare a partire dal 2012. La formulazione indica una previsione e non una data di disponibilità definitiva. Prima dell’arrivo sul mercato, sarà necessario trasformare i risultati ottenuti con il prototipo in soluzioni integrate nei prodotti destinati alla vendita.
La direzione intrapresa da Intel evidenzia comunque una priorità precisa per l’evoluzione dei computer portatili: non aumentare soltanto la potenza di calcolo, ma renderla più sostenibile dal punto di vista dei consumi. Per notebook e ultrabook, l’efficienza energetica è infatti strettamente legata all’esperienza d’uso quotidiana. I processori Ivy Bridge a bassa tensione si inseriscono in questo percorso, con l’obiettivo di offrire prestazioni adeguate e una maggiore libertà di utilizzo lontano dall’alimentatore.