Samsung ha annunciato l’avvio della produzione di massa delle nuove memorie LPDDR2 da 4 gigabit realizzate con tecnologia produttiva a 20 nm. Si tratta di un’evoluzione destinata principalmente ai dispositivi mobili, come smartphone e tablet, dove lo spazio interno rappresenta un vincolo importante per la progettazione dell’hardware.

Il passaggio al processo a 20 nm consente di aumentare la densità dei chip di memoria mantenendo dimensioni più contenute rispetto ai precedenti moduli costruiti con tecnologia a 30 nm. Per gli utenti finali il cambiamento non sarà necessariamente visibile nella forma di una nuova funzione, ma potrà tradursi in dispositivi capaci di integrare più RAM senza aumentare lo spazio occupato dai componenti.

Più memoria in uno spazio ridotto

Il principale vantaggio delle nuove LPDDR2 riguarda proprio il rapporto tra capacità e dimensioni. Secondo le informazioni diffuse da Samsung, una configurazione da 2 GB di memoria potrebbe occupare circa il 20 per cento di spazio in meno rispetto a una soluzione equivalente realizzata con processo a 30 nm.

Questa riduzione lascia ai produttori maggiore libertà nella disposizione dei componenti all’interno di smartphone e tablet. Lo spazio recuperato potrebbe essere utilizzato per rendere più compatto il dispositivo oppure per ospitare altri elementi hardware. La notizia non implica automaticamente che tutti i prodotti diventeranno più sottili, ma offre ai costruttori un margine aggiuntivo nella progettazione delle schede e dell’architettura interna.

La maggiore densità rende inoltre più semplice integrare quantitativi di RAM che, fino a quel momento, potevano risultare più difficili da adottare su dispositivi mobili. Samsung indica infatti la possibilità di utilizzare 2 GB di memoria RAM su smartphone e tablet, una capacità particolarmente rilevante per prodotti destinati a gestire più applicazioni contemporaneamente.

Perché la tecnologia a 20 nm è importante per smartphone e tablet

La sigla LPDDR2 identifica una tipologia di memoria a basso consumo pensata per l’elettronica mobile. In questo contesto, la miniaturizzazione dei chip è importante non soltanto per ridurre l’ingombro, ma anche per permettere ai produttori di bilanciare meglio memoria, batteria e altri componenti in uno spazio limitato.

Il processo a 20 nm consente di concentrare una maggiore quantità di memoria in un’area più piccola rispetto alla generazione precedente a 30 nm. La conseguenza più concreta descritta da Samsung è quindi la possibilità di aumentare la dotazione di RAM senza dover riservare ai moduli una superficie proporzionalmente maggiore. Per il pubblico, questo può significare smartphone e tablet con configurazioni più ricche, lasciando però ai produttori la scelta finale su capacità e design.

L’aumento della RAM può risultare utile soprattutto quando il dispositivo deve mantenere più applicazioni aperte o gestire software più complessi. Tuttavia, la memoria non è l’unico elemento che determina la velocità di uno smartphone: l’esperienza complessiva dipende anche dal processore, dal sistema operativo e dall’ottimizzazione del prodotto. Le nuove LPDDR2 rappresentano quindi una maggiore disponibilità di risorse hardware, non una garanzia automatica di prestazioni superiori in ogni scenario.

Le previsioni di Samsung sulla diffusione della nuova memoria

Samsung ha spiegato di voler avviare le spedizioni delle LPDDR2 da 4 gigabit nel più breve tempo possibile. L’azienda prevede inoltre una progressiva crescita del peso della tecnologia a 20 nm nella produzione delle DRAM, con una copertura indicata al 49 per cento nel 2013 e al 63 per cento nel 2014.

Secondo la stessa previsione, la tecnologia dovrebbe interessare tutte le DRAM di prossima produzione entro la fine del 2013. Le percentuali e le tempistiche sono state comunicate da Samsung come indicazioni sulla futura diffusione del processo produttivo e mostrano l’obiettivo di estendere gradualmente la nuova tecnologia oltre le sole memorie destinate ai dispositivi mobili.

La disponibilità di chip con maggiore densità può essere importante anche per i produttori di hardware, che possono adottare configurazioni più capienti senza riprogettare completamente gli spazi interni dei dispositivi. L’avvio della produzione di massa indica che Samsung considera la soluzione pronta per essere impiegata in prodotti commerciali, anche se la fonte non specifica quali saranno i primi modelli a utilizzarla.

Il possibile collegamento con il Samsung Galaxy S3

Le nuove memorie sono state annunciate in un momento in cui si discuteva anche della versione giapponese del Samsung Galaxy S3 destinata alla rete NTT DoCoMo. Quel modello avrebbe dovuto integrare 2 GB di RAM, il doppio rispetto alla versione internazionale, indicata con 1 GB di memoria.

Non erano però disponibili informazioni certe sulla tecnologia utilizzata dal telefono giapponese. In particolare, non era stato chiarito se la RAM fosse basata sul nuovo processo a 20 nm oppure sulla precedente tecnologia a 30 nm. La possibilità che il Galaxy S3 destinato a NTT DoCoMo adottasse le nuove memorie era quindi considerata probabile, ma non confermata.

L’eventuale utilizzo delle LPDDR2 a 20 nm nel dispositivo avrebbe rappresentato un esempio concreto dei vantaggi legati alla maggiore densità dei chip. La dotazione da 2 GB avrebbe potuto essere integrata mantenendo sotto controllo lo spazio occupato dalla memoria, ma senza una conferma ufficiale non è possibile attribuire con certezza quella configurazione alla nuova tecnologia Samsung.

Con l’avvio della produzione di massa, la memoria LPDDR2 da 4 gigabit si prepara a diventare una delle soluzioni disponibili per la crescita della RAM nei dispositivi mobili. Il beneficio più immediato riguarda la possibilità di offrire capacità superiori in moduli più compatti, un’evoluzione che può influenzare sia le dimensioni dei prodotti sia la libertà progettuale dei loro produttori.