Scott Thompson lascia Yahoo dopo appena quattro mesi alla guida della società. La sua uscita arriva in seguito alle accuse di un importante azionista, secondo cui il manager avrebbe indicato nei propri profili professionali una laurea in informatica mai conseguita. La controversia ha coinvolto sia la biografia ufficiale pubblicata da eBay, sia i documenti depositati da Yahoo presso la Securities and Exchange Commission statunitense.
A prendere il posto di Thompson come amministratore delegato ad interim sarà Ross Levinsohn, nominato da Yahoo responsabile globale della società. L’avvicendamento non riguarda soltanto la posizione del CEO: l’annuncio diffuso domenica prevede infatti una riorganizzazione più ampia, con cambiamenti che coinvolgono anche diversi membri del consiglio di amministrazione.
La vicenda arriva in una fase delicata per Yahoo, azienda che per anni ha rappresentato uno dei nomi più importanti del Web, ma che negli ultimi anni ha faticato a mantenere il passo con la crescita di Google e Facebook. La pressione degli investitori ha quindi contribuito a rendere il caso legato al curriculum di Thompson ancora più rilevante per il futuro della società.
La contestazione sul percorso accademico di Thompson
Il punto centrale della crisi riguarda una informazione presente nella biografia professionale di Scott Thompson: il riferimento a una laurea in informatica che, secondo le accuse, il manager non avrebbe mai conseguito. Il dato non sarebbe rimasto confinato a un profilo aziendale, ma sarebbe comparso anche in documenti ufficiali destinati alla US Securities and Exchange Commission, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari statunitensi.
La presenza della stessa informazione in più documenti ha aumentato il peso della contestazione. Per un amministratore delegato, il curriculum rappresenta infatti uno degli elementi utilizzati da investitori, dipendenti e partner per valutare competenze e credibilità. Un errore nella descrizione del percorso accademico può quindi trasformarsi rapidamente in un problema di governance, soprattutto quando riguarda il vertice di una società quotata.
In un primo momento Yahoo aveva definito il riferimento alla laurea un “errore involontario”. In seguito, però, la società ha deciso di istituire una commissione speciale incaricata di esaminare le accuse. Thompson ha inoltre inviato una nota ai dipendenti di Yahoo, nella quale si è scusato per la situazione. La fonte non chiarisce l’esito dell’indagine né stabilisce se l’informazione sia stata inserita per errore da altri o con la responsabilità diretta del manager.
Un cambio al vertice dopo soli quattro mesi
Thompson era stato nominato amministratore delegato di Yahoo soltanto quattro mesi prima della sua partenza. Il suo breve mandato si interrompe quindi prima che la strategia avviata potesse produrre risultati valutabili nel lungo periodo. Al suo posto, Ross Levinsohn assume la guida ad interim, in un momento in cui la società deve affrontare contemporaneamente la crisi di fiducia e la necessità di rilanciare il proprio posizionamento nel settore Internet.
Durante la gestione di Thompson era già stata avviata una riorganizzazione interna, che comprendeva il taglio di 2.000 posti di lavoro. La riduzione dell’organico faceva parte degli interventi pensati per affrontare le difficoltà di Yahoo e migliorare l’efficienza della struttura aziendale. L’uscita del CEO aggiunge ora un ulteriore elemento di incertezza a un percorso di trasformazione già complesso.
Anche il comportamento del titolo riflette il clima contrastato intorno all’azienda. Dalla nomina di Thompson, il prezzo delle azioni Yahoo era sceso di quasi il 4 per cento. Nelle settimane precedenti all’annuncio, tuttavia, il titolo era salito grazie alla pubblicazione di risultati trimestrali migliori delle attese. La reazione positiva ai conti non è quindi bastata a cancellare le preoccupazioni legate alla gestione e alla credibilità del vertice.
La crisi di Yahoo e le pressioni degli investitori
Il caso Thompson si inserisce in una fase di difficoltà più ampia. Yahoo era stata una società leader nel mondo di Internet, ma nel tempo ha perso terreno mentre Google e Facebook si affermavano con maggiore forza. La situazione viene evidenziata anche dal confronto con il passato: nel 2008 Microsoft aveva ritirato un’offerta per acquistare Yahoo a 33 dollari per azione, una cifra superiore al doppio del valore raggiunto dal titolo Yahoo alla chiusura delle contrattazioni del venerdì precedente l’annuncio.
Questo confronto mostra quanto sia cambiata la percezione dell’azienda da parte del mercato. La pressione degli azionisti non si è limitata alla richiesta di chiarimenti sul curriculum di Thompson, ma ha accompagnato una revisione più ampia degli organi di governo societario. La sostituzione dell’amministratore delegato e il riassetto del consiglio di amministrazione indicano la volontà di intervenire sulla struttura decisionale di Yahoo, oltre che sulla sua strategia operativa.
La nomina di Ross Levinsohn come CEO ad interim offre alla società una guida temporanea, ma non risolve automaticamente le questioni che avevano portato alla riorganizzazione. Yahoo deve infatti recuperare credibilità, valutare gli effetti delle decisioni già prese e trovare una direzione in grado di affrontare la competizione con aziende che, nel frattempo, hanno consolidato la propria posizione online. L’uscita di Thompson rende ancora più evidente la distanza tra il bisogno di un rilancio rapido e la fragilità della governance con cui la società si trova a fare i conti.