Apple ha presentato al WWDC 2012 la nuova generazione di Mac Pro, ma l’aggiornamento non ha introdotto quella revisione profonda che molti utenti si aspettavano dalla workstation professionale dell’azienda. Le novità principali riguardano soprattutto i processori Intel Xeon, mentre diversi componenti restano invariati e la dotazione di porte non include ancora alcune tecnologie ormai particolarmente attese.
Il Mac Pro continua a essere proposto in tre configurazioni: un modello quad-core, una versione a 12 core e un modello server. Le prime due varianti vengono fornite con OS X Lion, mentre l’edizione server utilizza OS X Lion Server. La proposta è quindi articolata per coprire esigenze differenti, dalla produttività professionale alle attività che richiedono maggiore capacità di calcolo o una configurazione dedicata ai servizi di rete.
Tre configurazioni con processori Intel Xeon
La configurazione di ingresso del nuovo Mac Pro utilizza un processore Intel Xeon quad-core a 3,2 GHz, affiancato da 6 GB di RAM. Il comparto grafico è affidato a una ATI Radeon HD 5770 con 1 GB di memoria GDDR5, mentre lo spazio di archiviazione è garantito da un disco rigido da 1 TB. Si tratta di una dotazione orientata agli utenti professionali che necessitano di una workstation tradizionale, senza però spingersi verso la configurazione più potente disponibile nella gamma.
Il modello a 12 core porta invece la capacità di elaborazione su un livello superiore grazie alla presenza di due processori Intel Xeon a sei core da 2,4 GHz. La configurazione comprende 12 GB di RAM, una scheda grafica ATI Radeon HD 5770 con 1 GB di memoria GDDR5 e un disco rigido da 1 TB. La presenza di due CPU permette di disporre complessivamente di dodici core, una caratteristica rilevante per i carichi di lavoro capaci di sfruttare il calcolo parallelo.
Completa l’offerta il modello server, equipaggiato con un processore Intel Xeon quad-core a 3,2 GHz, 8 GB di RAM e la stessa ATI Radeon HD 5770 con 1 GB di memoria GDDR5. La differenza più evidente rispetto alla configurazione quad-core standard riguarda lo storage: il modello server dispone infatti di due dischi rigidi da 1 TB. Il sistema operativo preinstallato è OS X Lion Server, pensato per l’utilizzo del Mac Pro come macchina dedicata alla gestione di servizi e risorse in rete.
Prezzi differenti tra il modello standard e le versioni professionali
Il Mac Pro quad-core viene indicato con un prezzo di 2.649 euro. Per il modello a 12 core la cifra riportata è invece di 3.949 dollari, mentre la configurazione server ha un prezzo di 3.149 dollari. La fonte presenta quindi importi espressi in valute diverse, elemento da tenere distinto nella valutazione delle tre proposte.
La differenza di prezzo tra i modelli riflette principalmente la configurazione dei processori e la destinazione d’uso. Il modello a 12 core è rivolto a chi necessita di una maggiore potenza di calcolo, mentre la versione server privilegia la gestione dello storage e l’utilizzo con OS X Lion Server. Non vengono invece segnalati cambiamenti sostanziali alla scheda grafica, che rimane la ATI Radeon HD 5770 nelle tre varianti descritte.
Un aggiornamento limitato per una workstation ancora priva di Thunderbolt
Proprio l’assenza di novità più ampie è l’aspetto che rischia di deludere maggiormente gli utenti. Le CPU utilizzate non vengono considerate particolarmente nuove e la GPU non risulta aggiornata in tutte le versioni. Il rinnovo del Mac Pro appare quindi concentrato soprattutto sulla piattaforma di elaborazione, senza un intervento complessivo su grafica, connettività e tecnologie esterne.
Tra le mancanze più significative vengono indicate le porte Thunderbolt e le porte USB 3.0. La prima tecnologia avrebbe consentito di collegare periferiche ad alta velocità, mentre la seconda avrebbe offerto trasferimenti più rapidi rispetto allo standard USB precedente. L’assenza di entrambe limita la dotazione del Mac Pro soprattutto per chi lavora con archiviazione esterna, dispositivi professionali e flussi di lavoro basati sul trasferimento frequente di grandi quantità di dati.
Questa scelta risulta ancora più rilevante considerando la natura del Mac Pro: una workstation professionale viene spesso utilizzata insieme a periferiche esterne, dischi aggiuntivi e accessori dedicati. Anche senza modificare il funzionamento dei componenti già presenti, l’introduzione di interfacce più moderne avrebbe potuto ampliare le possibilità di espansione e aggiornamento del sistema.
Il modello da 17 pollici esce dalla gamma portatile
Un’altra decisione comunicata senza particolare enfasi riguarda la rimozione del notebook Apple da 17 pollici. È importante precisare che questo modello apparteneva alla linea MacBook Pro e non alla famiglia Mac Pro desktop. Il computer portatile che in precedenza rappresentava il vertice dell’offerta notebook dell’azienda viene quindi eliminato dal catalogo.
Al suo posto viene indicato il nuovo MacBook Pro con display Retina, presentato nello stesso contesto. La fonte non fornisce ulteriori dettagli sulle caratteristiche del pannello o sulla configurazione del portatile, ma evidenzia il cambio di direzione nella gamma: il modello da 17 pollici viene accantonato e l’offerta professionale dei notebook punta sulla nuova versione con schermo Retina.
La presentazione del 2012 lascia così un quadro piuttosto articolato. Da una parte Apple aggiorna il Mac Pro con tre configurazioni basate su processori Xeon e mantiene una proposta server dedicata; dall’altra, l’assenza di Thunderbolt e USB 3.0, insieme al mancato aggiornamento della GPU, riduce la portata del rinnovamento. Nello stesso evento, la linea portatile cambia invece in modo più netto con l’uscita del modello da 17 pollici e l’arrivo del MacBook Pro con display Retina.