La possibile presenza di dispositivi Apple e Samsung all’interno del Pentagono sta alimentando il confronto tra esigenze operative e sicurezza informatica. L’ipotesi, già valutata dalle autorità statunitensi, prevede l’impiego di iPhone, iPad e Samsung Galaxy S4 da parte dei dipendenti per alcune comunicazioni su reti non protette, quindi destinate ad attività considerate meno sensibili.

La scelta, tuttavia, non convince alcuni esperti di cybersecurity. Secondo le valutazioni riportate, l’ingresso dei dispositivi dei due produttori potrebbe aumentare la superficie esposta a virus informatici e attacchi hacker, soprattutto in un ambiente delicato come quello del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Il punto non riguarda soltanto i singoli smartphone o tablet, ma il loro inserimento in un’infrastruttura che deve gestire comunicazioni e dati con diversi livelli di riservatezza.

Apple e Samsung puntano a ridurre il predominio di BlackBerry

Attualmente BlackBerry mantiene una posizione dominante nella dotazione mobile delle forze armate statunitensi. Dei circa 600mila dispositivi complessivamente utilizzati, 470mila sono forniti dall’azienda canadese. L’eventuale autorizzazione a iPhone, iPad e dispositivi Samsung rappresenterebbe quindi un cambiamento significativo nella composizione dell’infrastruttura mobile del Pentagono.

Apple e Samsung avrebbero l’obiettivo di sottrarre parte di questo spazio a BlackBerry, proponendo dispositivi già ampiamente diffusi sul mercato consumer. Per il Pentagono, la possibilità di utilizzare più piattaforme potrebbe offrire una maggiore scelta hardware e software, ma comporterebbe anche la necessità di valutare con attenzione la sicurezza dei diversi sistemi e il modo in cui vengono impiegati.

La questione, infatti, non consiste semplicemente nell’autorizzare un nuovo modello di smartphone. Ogni dispositivo destinato all’uso da parte del personale deve essere considerato in relazione alle reti a cui può accedere, alle comunicazioni che può gestire e al tipo di informazioni che può contenere o trasmettere. Anche quando l’utilizzo è limitato a reti non protette e a comunicazioni non segrete, la presenza di numerosi dispositivi differenti può rendere più complessa la gestione della sicurezza.

Il progetto riguarda le comunicazioni meno sensibili

Il piano del Pentagono non prevedeva, secondo le informazioni disponibili, di utilizzare questi dispositivi per le comunicazioni più riservate. L’iPad, il Samsung Galaxy S4 e l’iPhone sarebbero destinati alle comunicazioni su reti non protette, considerate meno rischiose rispetto ai canali utilizzati per informazioni sensibili o segrete.

Questa distinzione riduce, almeno nelle intenzioni, le conseguenze di un’eventuale compromissione. Non elimina però i rischi legati alla sicurezza dei dispositivi, alla diffusione di virus informatici e alla possibilità che un terminale diventi un punto di accesso per minacce rivolte alle reti o agli utenti. È proprio questo il tema sottolineato dagli esperti: anche un dispositivo impiegato per comunicazioni non segrete deve essere valutato per il potenziale impatto sull’ambiente nel quale viene utilizzato.

Pat McGarry, ingegnere di Ixia, azienda californiana specializzata nella sicurezza delle reti di comunicazione, ha espresso una posizione critica sul progetto. Secondo McGarry, l’adozione di una soluzione di questo tipo potrebbe portare alla contrazione di numerosi virus informatici e non sarebbe quindi una scelta completamente sicura. La valutazione evidenzia il timore che l’ampliamento delle piattaforme autorizzate renda più difficile mantenere un controllo uniforme sui dispositivi.

Samsung ha già ottenuto una prima approvazione

Nel frattempo, Samsung è riuscita a ottenere l’approvazione per alcuni dispositivi basati su Android, dopo aver utilizzato una versione del sistema operativo resa più sicura per l’occasione. Questo passaggio indica che l’accesso al contesto militare non dipende soltanto dal nome del produttore, ma anche dalle modifiche e dalle misure adottate per adeguare il dispositivo alle esigenze dell’organizzazione.

Apple, invece, avrebbe potuto ricevere il via libera nel giro di pochi giorni. Al momento della notizia, l’approvazione non era ancora definitiva, ma la possibilità che i dispositivi dell’azienda di Cupertino entrassero nella dotazione del Pentagono era concreta. L’eventuale autorizzazione avrebbe aperto la strada a una presenza più ampia di iPhone e iPad nelle comunicazioni quotidiane del personale.

La decisione mostra quanto sia complesso conciliare la diffusione di dispositivi moderni con i requisiti di sicurezza di un’istituzione militare. Da una parte, Apple e Samsung puntano a entrare in un sistema ancora fortemente legato a BlackBerry; dall’altra, gli esperti avvertono che ogni nuova piattaforma può introdurre ulteriori elementi da controllare. La distinzione tra reti protette e non protette resta centrale, ma non basta da sola a escludere i rischi associati a virus informatici e attacchi hacker.