Il futuro della gamma iPhone, secondo le indiscrezioni circolate in quel periodo, avrebbe potuto articolarsi attorno a tre modelli distinti: un dispositivo più economico destinato ad ampliare il pubblico di Apple, il previsto iPhone 5S e il più ambizioso iPhone 6. Nessuna delle informazioni disponibili era stata confermata ufficialmente dall’azienda, ma l’insieme dei rumor delineava una possibile strategia basata su prodotti con caratteristiche, prezzi e tempi di lancio differenti.

Il progetto più discusso era quello dell’iPhone low cost, atteso da tempo dagli utenti interessati a entrare nell’ecosistema Apple senza affrontare il prezzo dei modelli di fascia alta. Le stime sul suo costo, tuttavia, suggerivano che il termine “economico” dovesse essere interpretato con cautela: si parlava infatti di una cifra compresa tra 300 e 350 dollari secondo J.P. Morgan, mentre altre indiscrezioni indicavano un prezzo tra 350 e 450 euro.

Un iPhone più accessibile, ma ancora nella fascia media

Le cifre circolate avrebbero collocato il nuovo smartphone nella fascia di prezzo intermedia, non in quella più bassa del mercato. Sarebbe stato quindi più accessibile rispetto agli iPhone venduti fino a quel momento, ma non necessariamente un prodotto economico in senso assoluto. La strategia avrebbe permesso ad Apple di raggiungere una platea più ampia, mantenendo però una distanza rispetto ai dispositivi entry level.

Secondo le analisi di Gokul Hariharan e Mark Moskowitz, analisti di J.P. Morgan, l’introduzione di un modello di questo tipo avrebbe potuto consentire ad Apple di conquistare tra il 20 e il 25% del mercato degli smartphone compresi tra 250 e 500 dollari. In quella fascia Samsung avrebbe detenuto il 35%, sempre secondo le stime riportate. Si trattava di previsioni e non di risultati già conseguiti, ma evidenziavano l’obiettivo commerciale associato al progetto.

Il debutto avrebbe potuto concentrarsi inizialmente sui mercati emergenti. Una distribuzione limitata avrebbe dato ad Apple la possibilità di verificare l’interesse per il prodotto e, nello stesso tempo, di ridurre il rischio che la sua presenza penalizzasse la domanda di iPhone 5 e del presunto iPhone 5S. L’ipotesi descriveva quindi un ingresso graduale, pensato per ampliare il bacino di utenti senza spostare troppo rapidamente l’equilibrio dell’offerta esistente.

Scocca in policarbonato e colori più vivaci

Un’immagine pubblicata dal produttore di accessori Tactus avrebbe mostrato quello che poteva essere il design del futuro iPhone a basso costo. Il progetto raffigurava una scocca in plastica e forme più arrotondate rispetto alle linee più rigide associate ai modelli di fascia superiore. La scelta di una costruzione in policarbonato avrebbe avuto una motivazione soprattutto economica, perché un materiale di questo tipo avrebbe potuto contribuire a contenere i costi di produzione.

Le indiscrezioni più recenti indicavano inoltre una possibile disponibilità in più colori vivaci, in alternativa alle tradizionali versioni bianca e nera. Anche in questo caso, però, si trattava di informazioni non ufficiali. Il ricorso a una scocca multicolore avrebbe distinto visivamente il modello low cost dagli altri iPhone e avrebbe reso più riconoscibile la sua natura di prodotto destinato a un pubblico differente.

Dal punto di vista hardware, i rumor parlavano dell’utilizzo del chip A4 invece dell’A5, già impiegato su iPhone 4S e iPad 2 e descritto come più potente. Il dispositivo avrebbe inoltre potuto rinunciare al display Retina e adottare uno schermo più piccolo rispetto a quello dell’iPhone 5. Queste scelte avrebbero contribuito a separare il nuovo modello dall’offerta principale, concentrando il risparmio su componenti e tecnologie meno avanzate.

iPhone 5S tra preordini di giugno e arrivo a luglio

Accanto al modello economico, le indiscrezioni indicavano l’arrivo dell’iPhone 5S. Un documento interno attribuito all’operatore giapponese KDDI, pubblicato dal sito Nowhereelse.fr, riportava l’ipotesi di apertura dei preordini il 20 giugno, con disponibilità effettiva sul mercato a partire dai primi giorni di luglio.

La possibile tempistica era stata collegata alla WWDC di San Francisco, indicata per il periodo compreso tra il 10 e il 14 giugno. Secondo i rumor, Apple avrebbe potuto presentare proprio in quell’occasione il nuovo smartphone. Tra le caratteristiche ipotizzate figuravano iOS 7, una fotocamera posteriore da 13 megapixel, più colorazioni e tre differenti dimensioni. Anche questi dettagli, tuttavia, non erano accompagnati da conferme ufficiali.

L’autenticità del documento restava infatti incerta. Da un lato, l’immagine sembrava presentare elementi simili a quelli dei documenti utilizzati normalmente dall’operatore giapponese; dall’altro, appariva insolito che un rivenditore fosse stato informato con tanto anticipo e attraverso un documento apparentemente ufficiale. Questa modalità non sembrava coerente con le procedure adottate da Apple negli anni precedenti, rendendo impossibile considerare il calendario come affidabile.

iPhone 6 potrebbe essere rinviato da contrasti interni

Il terzo dispositivo citato nelle indiscrezioni era l’iPhone 6, considerato il modello destinato a introdurre cambiamenti più ampi rispetto a un semplice aggiornamento della generazione precedente. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il suo sviluppo avrebbe incontrato difficoltà legate a discussioni interne all’azienda, con possibili conseguenze sui tempi di presentazione.

Al centro della vicenda sarebbero stati due gruppi con orientamenti differenti. Il primo, guidato da Jonathan Ive, avrebbe sostenuto un approccio più conservatore per quanto riguarda design e tecnologia. Il secondo, diretto da Scott Forstall, avrebbe invece spinto verso modifiche più radicali e un cambiamento deciso rispetto al lavoro svolto fino a quel momento.

Secondo questa ricostruzione, il confronto tra le due linee progettuali avrebbe potuto far slittare in modo significativo il lancio dell’iPhone 6. La notizia non chiariva quali caratteristiche specifiche fossero oggetto del dissenso né indicava una nuova data di uscita. Di conseguenza, anche l’ipotesi del ritardo doveva essere considerata esclusivamente come un’indiscrezione.

Il quadro complessivo restava quindi composto da molti elementi ancora da verificare: un iPhone in policarbonato e disponibile in più colori, un possibile iPhone 5S con preordini fissati al 20 giugno e un iPhone 6 rallentato da presunti contrasti interni. Le stime sui prezzi, le caratteristiche tecniche e le tempistiche non provenivano da dichiarazioni ufficiali di Apple. In assenza di conferme, il futuro della gamma rimaneva affidato a documenti, immagini e analisi che delineavano scenari plausibili, ma ancora privi di certezze definitive.