La diffusione di Flashback, il malware che ha preso di mira i computer Mac, sembra essere in diminuzione, ma il calo procede più lentamente rispetto alle previsioni iniziali. In un aggiornamento pubblicato sul proprio blog, Symantec ha ridotto a circa 140.000 il numero stimato di macchine ancora colpite a livello mondiale.
La nuova valutazione rappresenta una diminuzione molto significativa rispetto alla stima di oltre 600.000 unità diffusa meno di due settimane prima. Il dato, tuttavia, non indica una scomparsa immediata della minaccia: secondo Symantec, le statistiche mostrano una riduzione quotidiana delle infezioni, ma il ritmo non è stato abbastanza rapido rispetto a quanto atteso nei mesi precedenti.
Il numero delle infezioni continua a scendere
Il passaggio da oltre 600.000 a 140.000 macchine infettate fotografa un ridimensionamento consistente della presenza di Flashback. La stima deve essere letta come un aggiornamento dell’ampiezza del fenomeno e non come un conteggio assoluto di tutti i computer coinvolti. Il produttore di software per la sicurezza ha comunque sottolineato che i numeri sono in calo giorno dopo giorno.
La precedente valutazione pubblicata da Symantec, risalente alla settimana precedente, indicava circa 270.000 computer infettati in tutto il mondo. Il nuovo dato modifica quindi nuovamente il quadro della situazione e conferma l’effetto delle attività avviate dalle aziende di sicurezza e dagli utenti per individuare e rimuovere il codice dannoso.
Il ruolo degli strumenti rilasciati da Apple
Una parte del calo viene attribuita anche ad Apple, che la settimana scorsa ha distribuito due strumenti software separati destinati agli utenti Mac. Le utility sono state progettate per svolgere entrambe le operazioni necessarie per affrontare l’infezione: rilevare la presenza di Flashback e rimuoverlo dal computer.
La disponibilità di strumenti dedicati rende più semplice intervenire sui sistemi potenzialmente compromessi. Un utente non deve infatti limitarsi a riconoscere i sintomi o a cercare manualmente il malware: il software fornito da Apple può supportare il processo di verifica e di eliminazione. Il calo delle stime osservato da Symantec è quindi collegato, almeno in parte, all’adozione di queste soluzioni.
Il fatto che siano stati distribuiti due strumenti distinti evidenzia inoltre la necessità di affrontare la minaccia attraverso procedure specifiche di controllo e rimozione. La sola individuazione del malware non sarebbe sufficiente se non fosse accompagnata dalla possibilità di cancellare il codice installato sulla macchina.
Come agisce Flashback sui computer Mac
Flashback è un malware progettato per sottrarre password e altre informazioni personali. Il codice può raccogliere i dati mentre l’utente naviga sul Web o utilizza altre applicazioni, per poi inviarli a server remoti controllati dagli autori dell’attacco.
Il meccanismo di infezione descritto nella notizia sfrutta l’inganno. Durante la visita a un sito Web dannoso, l’utente può essere portato a scambiare il malware per un normale plug-in del browser, cioè un componente aggiuntivo apparentemente legittimo necessario per visualizzare o utilizzare correttamente una pagina. Una volta installato, il codice può iniziare a raccogliere informazioni e a trasferirle all’esterno del computer.
Questo approccio rende la minaccia particolarmente insidiosa perché non si basa soltanto su un attacco visibile. L’infezione può dipendere da una scelta dell’utente indotta da una falsa richiesta di installazione, mentre le attività di raccolta e invio dei dati avvengono successivamente e possono passare inosservate.
Dalla scoperta alle operazioni di contenimento
Flashback è stato scoperto all’inizio del mese dalla società russa Dr. Web. La presenza del malware è stata successivamente verificata da diverse aziende di sicurezza, che hanno contribuito a documentarne la diffusione e a intervenire per ridurre il numero di sistemi infetti.
La sequenza degli aggiornamenti mostra come la valutazione dell’emergenza sia cambiata in tempi brevi. Prima la stima di oltre 600.000 macchine, poi quella di circa 270.000 computer e infine il dato di 140.000 unità comunicato da Symantec. Le cifre non eliminano il problema, ma indicano che le operazioni di rilevamento e rimozione stanno producendo un effetto concreto.
Per gli utenti Mac, la vicenda evidenzia soprattutto l’importanza di prestare attenzione alle richieste di installazione provenienti dai siti Web e di utilizzare gli strumenti messi a disposizione per controllare il sistema. Il numero delle infezioni è in diminuzione, ma la presenza residua di Flashback conferma che la minaccia non può ancora essere considerata esaurita.