Opera Software ha annunciato una delle modifiche più rilevanti nella storia del proprio browser: l’abbandono di Presto, il motore di rendering proprietario utilizzato fino a oggi, a favore di WebKit. Si tratta di un cambiamento destinato a incidere sul modo in cui Opera interpreta e visualizza le pagine web, oltre che sulle strategie di sviluppo della società norvegese.

WebKit è un motore open source e rappresenta il cuore di Google Chrome. La scelta di Opera nasce dalla volontà di concentrare le risorse sul browser e sulle sue funzionalità, senza dover sostenere in autonomia tutto il lavoro necessario per mantenere e aggiornare un engine proprietario. L’annuncio è stato comunicato dal CEO del gruppo, Jars Boilesen.

Perché Opera ha deciso di dire addio a Presto

Il motore di rendering è il componente software che si occupa di trasformare il codice di una pagina web in contenuti visibili e interattivi. Da questo elemento dipendono aspetti importanti come la compatibilità con gli standard, la corretta visualizzazione dei siti e il supporto alle nuove tecnologie utilizzate sul web.

Presto ha rappresentato per anni una delle caratteristiche distintive di Opera, ma il suo sviluppo richiedeva un investimento specifico e continuo. Secondo la posizione espressa dalla dirigenza, non sarebbe più necessario destinare energie alla crescita di un motore proprietario quando è possibile partecipare a un progetto open source già utilizzato da altri importanti browser.

Il passaggio a WebKit non significa quindi soltanto adottare una tecnologia diversa. Per Opera comporta anche una revisione del proprio approccio allo sviluppo: invece di costruire e mantenere internamente ogni componente del motore, l’azienda potrà lavorare su una base condivisa e concentrare maggiormente l’attenzione sulle funzioni e sull’esperienza offerte dal browser.

Un cambiamento che può migliorare la compatibilità web

L’utilizzo di WebKit potrebbe rendere più semplice per Opera garantire una maggiore uniformità nella visualizzazione dei siti. Quando più browser utilizzano lo stesso motore, gli sviluppatori web possono contare su un comportamento più prevedibile delle proprie pagine, anche se la presenza di caratteristiche e interfacce differenti continua a distinguere un prodotto dall’altro.

Per gli utenti, il vantaggio più concreto potrebbe riguardare proprio la compatibilità. Le pagine progettate e testate utilizzando tecnologie supportate da WebKit avrebbero maggiori possibilità di funzionare correttamente anche su Opera, riducendo il rischio di problemi legati a un’interpretazione diversa del codice. La fonte non indica tuttavia dettagli sulle modifiche tecniche previste né sulle eventuali differenze che gli utenti noteranno nell’utilizzo quotidiano.

La decisione rappresenta anche un riconoscimento del peso assunto dai progetti open source nello sviluppo dei browser moderni. Un motore condiviso consente infatti di beneficiare del lavoro svolto da una comunità più ampia, pur lasciando ai singoli produttori la possibilità di costruire attorno a esso un’esperienza software distinta.

Opera resta un concorrente di dimensioni contenute

Il cambio di motore arriva in una fase in cui Opera, nonostante gli aggiornamenti e le novità introdotte nel tempo, continua a occupare una posizione più limitata rispetto ai principali concorrenti. Sul mercato desktop, la quota attribuita al browser è pari all’1,47%, un dato che evidenzia la difficoltà di Opera nel raggiungere una diffusione ampia tra gli utenti di computer.

La situazione risulta invece più favorevole nel settore mobile, dove Opera registra risultati migliori. È proprio sul fronte degli smartphone che la società presenterà la prima applicazione concreta della nuova strategia: la nuova versione di Opera per Android dovrebbe essere mostrata alla fine di febbraio, in occasione del Mobile World Congress di Barcellona.

La presentazione della versione mobile sarà quindi il primo appuntamento per verificare come il passaggio a WebKit verrà tradotto nel prodotto destinato agli utenti. Al momento non sono stati comunicati ulteriori dettagli sulle funzioni della nuova release, né è stata indicata una data precisa per la disponibilità del browser aggiornato.

Il debutto desktop rimane ancora da definire

Dopo l’arrivo della versione per Android, l’attenzione sarà rivolta alla variante desktop. Opera Software non ha infatti ancora comunicato quando il browser basato su WebKit sarà distribuito ufficialmente sui computer. La data di rilascio resta dunque un elemento ancora da chiarire.

La scelta del nuovo motore potrebbe aiutare Opera a ridurre le distanze sul piano della compatibilità e a utilizzare in modo più efficiente le proprie risorse di sviluppo. Non è però sufficiente, da sola, a modificare il peso del browser sul mercato: la diffusione dipenderà anche dalle funzioni offerte, dalla qualità dell’esperienza e dalla capacità di attirare nuovi utenti. Per ora il passaggio da Presto a WebKit costituisce soprattutto una svolta strategica, il cui primo riscontro sarà affidato alla nuova versione di Opera per Android.