Un esemplare originale di Apple I, uno dei primi computer realizzati da Steve Jobs insieme a Steve Wozniak, sarà messo all’asta dalla casa tedesca Breker. Non si tratta soltanto di un vecchio dispositivo informatico, ma di un oggetto che documenta una fase decisiva nella storia di Apple e dell’informatica personale.
Il modello proposto ai collezionisti risale al 1976, anno in cui Apple I arrivò sul mercato in una produzione iniziale di appena 200 unità. I computer venivano realizzati e assemblati direttamente da Jobs, mentre il prezzo originale era stato fissato a 666,66 dollari, una cifra scelta con un evidente riferimento ironico.
L’interesse per questo esemplare è legato anche alle sue condizioni e alla dotazione inclusa. La vendita comprenderà infatti non solo la scheda del computer, ma anche la tastiera, il lettore di cassette, il monitor e il manuale originale. A rendere il lotto ancora più particolare contribuisce inoltre una lettera firmata da Steve Jobs nel 1987.
Un Apple I accompagnato da documenti e accessori originali
La presenza degli accessori originali consente di considerare il lotto come un insieme molto più completo rispetto alla semplice scheda elettronica. Tastiera, lettore di cassette e monitor fanno parte dell’esperienza d’uso del computer e aiutano a ricostruire il modo in cui Apple I veniva utilizzato nella sua prima fase commerciale.
Anche il manuale originale aggiunge valore storico al materiale proposto da Breker. Per i collezionisti di computer, infatti, la documentazione dell’epoca può essere importante quanto l’hardware: permette di collegare il dispositivo al contesto in cui veniva venduto e utilizzato, quando i primi computer personali erano ancora prodotti destinati a un pubblico molto ristretto.
Particolarmente significativa è la lettera del 1987 firmata da Steve Jobs. In quel documento Jobs proponeva di sostituire il vecchio Apple I con un Apple II 4K, chiedendo una differenza di 400 dollari. La lettera testimonia il rapido cambiamento della tecnologia Apple e il passaggio a una generazione di computer più recente rispetto al modello del 1976.
La firma di Wozniak sulla scheda del computer
La scheda dell’Apple I messo all’asta presenta anche la firma di Steve Wozniak, apposta a pennarello. È un dettaglio che distingue ulteriormente questo esemplare, perché collega direttamente l’oggetto al cofondatore che contribuì alla progettazione del computer.
Apple I occupa una posizione particolare nella storia dell’azienda di Cupertino. La produzione iniziale fu limitata a 200 dispositivi, realizzati in un periodo in cui il personal computer non era ancora un prodotto di massa. Proprio la disponibilità ridotta, unita all’importanza dei nomi coinvolti, ha trasformato gli esemplari rimasti in pezzi ricercati dai collezionisti di tecnologia.
Secondo le informazioni disponibili, oggi esisterebbero soltanto 46 Apple I in tutto il mondo. Di questi, appena sei sarebbero ancora in grado di funzionare correttamente. La possibilità di acquistare un esemplare accompagnato da componenti originali, documentazione storica e dalla firma di Wozniak rende quindi il lotto particolarmente raro.
Base d’asta da 90.000 euro e una stima fino a 300.000
L’asta organizzata da Breker è fissata per il 25 maggio, con una base di partenza di 90.000 euro. Si tratta già di una cifra elevata, ma la previsione è che il prezzo possa arrivare fino a 300.000 euro, spinto dalla combinazione tra rarità, valore storico e completezza della dotazione.
La valutazione non dipende quindi soltanto dalla possibilità di utilizzare ancora il computer. In questo caso il valore dell’Apple I è soprattutto collezionistico e documentale: il dispositivo rappresenta una delle origini di Apple, mentre gli accessori, il manuale e la lettera del 1987 contribuiscono a raccontarne la storia.
Per gli appassionati di computer storici, il lotto riunisce elementi difficili da trovare insieme. La firma di Wozniak sulla scheda, la lettera originale di Jobs e la presenza dei componenti necessari all’utilizzo del sistema fanno di questo Apple I un oggetto destinato a suscitare interesse ben oltre la normale cerchia dei collezionisti Apple.
L’asta di Breker mostra ancora una volta come i primi prodotti informatici possano assumere un valore molto superiore a quello originale quando sono legati a una storia documentata e a una disponibilità estremamente limitata. In questo caso, il prezzo di partenza è soltanto il primo riferimento: il risultato finale dipenderà dall’interesse dei partecipanti e dalla competizione per uno dei pochi Apple I ancora esistenti.