Intel ha presentato la nuova famiglia di processori server Xeon Nehalem-EX 7.500, progettata per sistemi x86 multiprocessore destinati agli scenari high-end e high-performance. La piattaforma è pensata per realizzare server di grandi dimensioni, nei quali la capacità di elaborazione complessiva e la quantità di memoria supportata hanno un ruolo più importante rispetto alla semplice frequenza di funzionamento.

I nuovi Xeon sono destinati a lavorare con la piattaforma chipset Boxboro per server, sviluppata per accompagnare configurazioni multiprocessore particolarmente complesse. Intel ha indicato la disponibilità di soluzioni con 8 e 16 core nell’ambito della nuova linea, mentre i modelli descritti nel listino presentato comprendono versioni con 4, 6 e 8 core. Una differenza che riflette la varietà della famiglia e le diverse configurazioni previste per i server professionali.

Processori pensati per server x86 multiprocessore

La serie Xeon Nehalem-EX 7.500 non è stata concepita per sistemi tradizionali, ma per infrastrutture server in cui più processori devono operare insieme. L’obiettivo è mettere a disposizione una piattaforma capace di gestire carichi di lavoro elevati, distribuendo le operazioni su un numero maggiore di core e mantenendo un’ampia dotazione di memoria cache.

Questa impostazione spiega anche la scelta di frequenze di clock inferiori rispetto a quelle normalmente associate alle prestazioni dei singoli processori. Nei server di fascia alta il risultato complessivo dipende infatti dalla possibilità di utilizzare più unità di calcolo contemporaneamente, dalla memoria disponibile e dalla capacità del sistema di coordinare un numero elevato di chip. La nuova famiglia punta quindi soprattutto sulla scalabilità e sulla potenza aggregata.

La piattaforma Boxboro aumenta memoria e capacità di espansione

Uno degli elementi centrali della presentazione riguarda il supporto offerto dalla piattaforma chipset Boxboro. Secondo Intel, la nuova linea può scalare fino a 256 chip per server, un valore destinato a sistemi di dimensioni molto elevate e a configurazioni multiprocessore high-end.

Rispetto alla precedente linea 7000, Intel ha inoltre indicato un incremento di otto volte nella banda disponibile e un supporto alla memoria quattro volte superiore. In termini pratici, questi miglioramenti mirano a ridurre i limiti legati al trasferimento dei dati e alla quantità di memoria gestibile dal server, due aspetti particolarmente importanti quando il carico di lavoro viene suddiviso tra numerosi processori.

Una maggiore banda permette ai diversi componenti del sistema di comunicare con più efficacia, mentre il supporto a una quantità di memoria superiore consente di gestire applicazioni e processi più pesanti senza dipendere continuamente da sistemi di archiviazione più lenti. La piattaforma è quindi orientata a server che devono mantenere operativi molti carichi di lavoro in parallelo.

Tre configurazioni per esigenze diverse

La nuova gamma viene articolata in tre versioni principali, con 4, 6 e 8 core. La configurazione con meno core è pensata come proposta di accesso alla famiglia, mentre i modelli superiori offrono una maggiore capacità di calcolo parallelo e una dotazione di cache più ampia.

La cache è una memoria molto veloce integrata nel processore, utilizzata per conservare temporaneamente i dati e le istruzioni a cui la CPU deve accedere più spesso. Nei server multiprocessore una cache più grande può contribuire a sostenere carichi di lavoro complessi, soprattutto quando sono attivi numerosi processi contemporaneamente. Per questo Intel ha scelto di affiancare al numero di core anche una dotazione di memoria cache significativa.

La strategia della famiglia Xeon Nehalem-EX 7.500 è dunque basata su un equilibrio tra frequenza, numero di core e cache. I modelli non puntano necessariamente a raggiungere la velocità di clock più elevata, ma a offrire una maggiore potenza di calcolo complessiva in sistemi server progettati per operare con molti processori.

Prezzi e modelli della nuova famiglia Xeon

Il modello più economico indicato da Intel è l’E7520, un processore quad-core con frequenza di 1,86 GHz e 18 MB di cache. Il prezzo comunicato per questa versione è di 856 dollari. Si tratta della proposta con quattro core, pensata per chi necessita di una piattaforma server avanzata senza adottare la configurazione più potente della gamma.

All’estremo opposto si trova l’X7560, dotato di otto core, frequenza di 2,26 GHz e 24 MB di cache. Il prezzo indicato è di 3.692 dollari. La maggiore dotazione di core e cache lo colloca al vertice della linea descritta, destinandolo ai server nei quali la capacità di elaborazione parallela rappresenta la priorità.

Tra questi due modelli si inserisce la versione a sei core, che completa l’offerta e permette di configurare sistemi con livelli di elaborazione differenti. La disponibilità di più varianti consente ai produttori di server di adattare la piattaforma al tipo di infrastruttura da realizzare, scegliendo il compromesso più adatto tra potenza, memoria e costo del processore.

Con Xeon Nehalem-EX 7.500, Intel si rivolge quindi al segmento dei server x86 di fascia più elevata, proponendo una piattaforma costruita per crescere insieme al numero di processori installati. Il supporto dichiarato per configurazioni fino a 256 chip, unito all’aumento della banda e della memoria rispetto alla precedente linea 7000, costituisce il principale elemento distintivo della nuova generazione.