La prima versione dei Google Glass, denominata Explorer e destinata esclusivamente agli sviluppatori, ha attirato l’attenzione di tutte le persone che hanno avuto la possibilità di provarne le funzioni. I test hanno evidenziato diversi aspetti interessanti del dispositivo, ma anche un limite concreto legato all’autonomia della batteria.

Secondo quanto emerso dalle verifiche disponibili, i Google Glass possono garantire un utilizzo di circa cinque ore. Si tratta di un valore massimo riferito a un impiego considerato buono, ma che potrebbe risultare insufficiente per chi desidera utilizzare gli occhiali intelligenti durante l’intera giornata e in scenari differenti.

L’autonomia resta il principale limite dei Google Glass

La durata della batteria è un elemento particolarmente importante per un dispositivo indossabile. A differenza di uno smartphone, che può essere riposto e ricaricato più facilmente, i Google Glass sono progettati per essere utilizzati direttamente durante le attività quotidiane. Un’autonomia limitata può quindi costringere l’utente a ridurre l’uso delle funzioni disponibili o a portare con sé una soluzione aggiuntiva.

Le cinque ore indicate per il modello Explorer possono essere sufficienti per sessioni di prova, dimostrazioni e utilizzi circoscritti, ma diventano meno adeguate quando il dispositivo viene impiegato per periodi prolungati. Il problema riguarda soprattutto chi intende sfruttare con continuità le caratteristiche dei Google Glass, senza dover interrompere l’esperienza per cercare una presa di corrente.

PWRGLass aggiunge una batteria esterna da 2000 mAh

Per affrontare questa criticità, uno sviluppatore ha ideato PWRGLass, un accessorio pensato per affiancare la batteria già integrata nei Google Glass. Il dispositivo utilizza una batteria agli ioni di litio con capacità di 2000 mAh, con l’obiettivo di aumentare sensibilmente il tempo di utilizzo degli occhiali.

Il funzionamento prospettato è quello di un battery pack esterno: l’energia aggiuntiva dovrebbe permettere di prolungare l’autonomia senza intervenire direttamente sulla batteria integrata nel dispositivo. In questo modo, l’utente potrebbe continuare a utilizzare i Google Glass per diverse ore oltre il limite garantito dalla configurazione originale.

Un accessorio ancora legato alla fase di sviluppo

Al momento, le informazioni disponibili su PWRGLass sono ancora limitate. È noto il nome dell’accessorio, così come la capacità della batteria e la tecnologia agli ioni di litio utilizzata, mentre non vengono indicati prezzo, disponibilità commerciale o modalità dettagliate di collegamento ai Google Glass.

Un elemento già confermato è però il deposito dei documenti di brevetto. Questo passaggio indica che il progetto è stato formalizzato dal suo sviluppatore, ma non equivale necessariamente alla disponibilità immediata del prodotto. Non sono infatti riportate date di lancio né indicazioni su una possibile distribuzione dell’accessorio.

Più autonomia per rendere i Glass più pratici

L’idea alla base di PWRGLass affronta uno dei problemi più evidenti emersi durante la sperimentazione dei Google Glass Explorer. L’accessorio non modifica le funzioni degli occhiali e non introduce nuove capacità operative: il suo scopo è esclusivamente fornire energia supplementare e rendere più semplice l’utilizzo prolungato del dispositivo.

Per gli sviluppatori e per gli utenti coinvolti nei test, una soluzione di questo tipo potrebbe avere un valore concreto. Una maggiore autonomia permetterebbe di valutare i Google Glass in un numero più ampio di situazioni, riducendo la necessità di ricariche frequenti. Il battery pack potrebbe quindi diventare un complemento utile per trasformare un dispositivo ancora in fase di sperimentazione in uno strumento più adatto a sessioni di utilizzo estese.

La durata massima di cinque ore rimane dunque il principale punto debole della versione Explorer, nonostante l’interesse suscitato dalle sue caratteristiche. PWRGLass prova a intervenire proprio su questo aspetto con una batteria esterna da 2000 mAh, ma il progetto dovrà essere valutato anche sulla base della sua effettiva disponibilità e della praticità d’uso, elementi che al momento non sono ancora stati specificati.