Facebook Home, la novità presentata da Mark Zuckerberg, ha riacceso il confronto tra Facebook e Microsoft sul modo di vivere lo smartphone. Il progetto non è un sistema operativo indipendente, ma un launcher basato su Android: un’interfaccia che modifica il modo in cui l’utente accede ai contenuti e alle funzioni del telefono.

L’idea alla base del servizio è spostare il baricentro del dispositivo dalle applicazioni agli amici. Facebook Home porta infatti le persone e i loro aggiornamenti al centro dell’esperienza, proponendo un utilizzo dello smartphone fortemente orientato alla dimensione sociale. Proprio questa impostazione, però, è stata giudicata tutt’altro che originale da un vice presidente di Microsoft.

Facebook Home mette gli amici al centro dell’esperienza

La caratteristica più evidente di Facebook Home è il tentativo di trasformare l’interfaccia del telefono in uno spazio dominato dai contenuti sociali. Invece di presentare soltanto le applicazioni come elemento principale della schermata, il launcher punta a rendere immediatamente visibili le attività e gli aggiornamenti degli amici.

Il concetto viene descritto come people-centric, cioè centrato sulle persone. L’obiettivo non è semplicemente aggiungere una nuova applicazione a uno smartphone Android, ma modificare il rapporto dell’utente con il dispositivo: gli amici diventano il punto di partenza dell’esperienza, mentre le altre funzioni del telefono passano in secondo piano rispetto alla comunicazione e ai contenuti condivisi.

Questa scelta distingue Facebook Home da un’applicazione tradizionale. Un’applicazione viene normalmente aperta quando l’utente desidera utilizzare un determinato servizio; un launcher, invece, interviene sull’interfaccia generale del dispositivo. Nel caso di Facebook Home, la presenza del social network diventa quindi più continua e integrata nell’uso quotidiano dello smartphone.

La critica di Microsoft: un’impostazione già vista

Secondo il vice presidente di Microsoft, tuttavia, l’impostazione scelta da Facebook non sarebbe una novità assoluta. In un intervento pubblicato sul blog ufficiale dell’azienda sono state messe in evidenza diverse caratteristiche che, a suo giudizio, renderebbero Facebook Home molto simile a Windows Phone.

Il punto centrale del confronto riguarda proprio la filosofia people-centric. Microsoft sostiene che il launcher di Facebook riprenda un’idea già presente nel proprio sistema operativo mobile, dove l’esperienza non è organizzata esclusivamente attorno alle applicazioni, ma anche attorno ai contatti e alle persone con cui l’utente interagisce.

La contestazione, quindi, non riguarda soltanto l’aspetto grafico o alcune funzioni specifiche. Il paragone si concentra soprattutto sul modo in cui viene concepita l’interfaccia: sia Facebook Home sia Windows Phone, secondo la posizione espressa da Microsoft, cercano di rendere più immediata la relazione con gli amici e di ridurre la distanza tra il contatto e i contenuti che lo riguardano.

Un launcher Android, ma con una filosofia da sistema operativo

Facebook Home rimane tecnicamente un launcher che si appoggia ad Android, e questa precisazione è importante. Il progetto non sostituisce il sistema operativo del dispositivo, ma interviene sul livello con cui l’utente entra in contatto ogni giorno: la schermata principale e l’organizzazione dell’esperienza.

È proprio questa posizione intermedia a rendere il servizio particolare. Facebook può proporre un ambiente fortemente caratterizzato senza presentare un sistema operativo completamente autonomo. Allo stesso tempo, la personalizzazione dell’interfaccia fa sì che il cambiamento possa essere percepito in modo più profondo rispetto alla semplice installazione di un’applicazione dedicata al social network.

Per l’utente, la conseguenza pratica è un telefono nel quale Facebook assume un ruolo più centrale. La scelta può risultare interessante per chi desidera avere gli amici e i relativi contenuti sempre in primo piano, mentre può apparire meno adatta a chi preferisce un’interfaccia organizzata principalmente attorno alle applicazioni e alle funzioni tradizionali dello smartphone.

La posizione di Microsoft e l’invito a provare Windows Phone

Nonostante l’accusa di somiglianza, il tono utilizzato dal dirigente Microsoft non è stato esclusivamente critico. Il vice presidente si è infatti congratulato con Facebook per aver consentito agli utenti di provare un’esperienza incentrata sulle persone, presentando il launcher come un modo per comprendere meglio il significato di un telefono people-centric.

La lettura di Microsoft è però anche un invito a guardare oltre Facebook Home. Dopo aver sottolineato le analogie con Windows Phone, il dirigente ha consigliato agli utenti di passare al sistema operativo mobile di Microsoft per vivere un’esperienza completa basata sulla stessa filosofia.

Il confronto finisce così per trasformarsi in una disputa sul merito dell’idea. Facebook Home porta il concetto people-centric nel mondo Android attraverso un launcher legato al proprio social network; Microsoft rivendica invece di aver costruito intorno a questa impostazione un’esperienza più ampia, integrata direttamente nel sistema operativo Windows Phone. La novità presentata da Zuckerberg diventa quindi non soltanto un nuovo strumento per gli utenti Facebook, ma anche l’occasione per riaprire il dibattito su chi abbia interpretato per primo lo smartphone come uno strumento centrato sulle persone, e non soltanto sulle applicazioni.