Nonostante l’attenzione riservata da Microsoft a Windows 8 e ai servizi collegati al nuovo sistema operativo, una parte consistente del mercato aziendale continua a preferire Windows 7. A confermarlo è Toshiba, che in un proprio comunicato stampa ha indicato come il 99% dei PC venduti alle aziende sia ancora equipaggiato con la precedente versione di Windows.

Il dato riguarda i dispositivi commercializzati dall’azienda giapponese e offre uno spaccato interessante sulle scelte del settore professionale. Mentre il pubblico consumer può essere più disposto a sperimentare una nuova interfaccia o funzioni differenti, le aziende tendono a privilegiare continuità, compatibilità e prevedibilità nella gestione dei computer.

Secondo le informazioni diffuse da Toshiba, a richiedere in modo particolare configurazioni basate su Windows 7 sarebbero soprattutto le aziende americane. Non è invece disponibile un’indicazione analoga sulle strategie adottate dagli altri produttori di PC, né è possibile stabilire se il dato Toshiba rifletta l’intero mercato. Resta però evidente la distanza tra le aspettative legate a Windows 8 e le preferenze espresse da una parte importante della clientela professionale.

Perché le aziende continuano a scegliere Windows 7

La scelta di mantenere Windows 7 può essere letta come una conseguenza delle esigenze specifiche del mondo aziendale. Un sistema operativo non viene valutato soltanto per le novità introdotte, ma anche per la sua capacità di funzionare senza problemi con software, periferiche e procedure già presenti negli uffici. Cambiare piattaforma significa infatti affrontare attività di configurazione, aggiornamento e formazione che possono incidere sull’organizzazione del lavoro.

Per questo motivo, molte imprese possono considerare più prudente acquistare computer con un sistema già conosciuto e ritenuto affidabile, invece di adottare immediatamente una versione più recente. Il dato comunicato da Toshiba suggerisce quindi che, almeno nel segmento professionale osservato dall’azienda, la transizione a Windows 8 non fosse ancora una priorità.

La situazione mostra anche come il successo di un sistema operativo non dipenda esclusivamente dalla sua disponibilità o dalla spinta del produttore. Le aziende possono procedere con tempi differenti rispetto al mercato consumer, soprattutto quando devono garantire uniformità tra numerosi PC e ridurre il rischio di incompatibilità con applicazioni utilizzate quotidianamente.

Windows 8 resta distante dai sistemi più diffusi

Il quadro delle quote di mercato riportato nella notizia conferma la posizione ancora solida delle versioni precedenti di Windows. Windows 7 occupa il primo posto tra i sistemi operativi più utilizzati, mentre al secondo posto compare Windows XP, definito nel testo come un sistema ancora molto diffuso, con una quota del 31,42%.

Windows 8 si trova invece al terzo posto, con una market share dell’8,02%. Il distacco rispetto a Windows 7 e Windows XP viene descritto come molto ampio, un elemento che rende più comprensibile la cautela mostrata dalle aziende e dai produttori nella fase iniziale di adozione del nuovo sistema operativo.

Le percentuali riportate si riferiscono alla diffusione complessiva dei sistemi operativi e non coincidono necessariamente con il dato specifico delle vendite Toshiba alle imprese. Il 99% comunicato dall’azienda riguarda infatti i PC aziendali venduti da Toshiba, mentre i valori del 31,42% e dell’8,02% descrivono la presenza dei diversi sistemi sul mercato. Si tratta quindi di indicatori differenti, ma entrambi utili per comprendere quanto Windows 7 fosse ancora centrale.

Il mercato professionale rallenta il passaggio a Windows 8

La posizione di Toshiba evidenzia una possibile frattura tra la direzione indicata da Microsoft e le decisioni concrete dei clienti business. Windows 8 poteva rappresentare la proposta più recente dell’azienda di Redmond, ma la sua diffusione rimaneva limitata rispetto a quella dei sistemi operativi già affermati.

Per Toshiba, continuare a proporre PC con Windows 7 significava rispondere a una domanda precisa proveniente dalle aziende, in particolare da quelle statunitensi. La scelta non implica necessariamente un rifiuto definitivo di Windows 8, ma segnala piuttosto una fase di transizione nella quale il sistema precedente conserva un vantaggio significativo in termini di familiarità e diffusione.

Il comunicato Toshiba restituisce così l’immagine di un mercato ancora fortemente legato a Windows 7, con Windows XP capace di mantenere una presenza rilevante e Windows 8 impegnato a recuperare terreno. Per il settore aziendale, almeno in questa fase, la novità del sistema operativo sembra contare meno della stabilità garantita da una piattaforma già ampiamente utilizzata.