Google sta sperimentando un programma che consente alle aziende di finanziare direttamente le proprie campagne pubblicitarie online. L’iniziativa, ancora limitata a Gran Bretagna e Stati Uniti, introduce un meccanismo simile a una carta di credito dedicata agli investimenti pubblicitari, permettendo alle imprese di pagare le campagne anche quando non dispongono immediatamente dell’intero budget necessario.
La proposta arriva in un momento in cui gli investimenti pubblicitari possono essere sottoposti a maggiore attenzione da parte delle aziende. Per Google, il progetto rappresenta un modo per sostenere la domanda di campagne online offrendo ai clienti uno strumento finanziario direttamente collegato ai propri servizi pubblicitari.
Una carta di credito per pagare le campagne online
Il servizio prevede l’assegnazione di un fido utilizzabile per acquistare pubblicità online. In pratica, le aziende potranno disporre di una sorta di carta di credito Google con cui sostenere il costo delle campagne, rinviando il rimborso secondo le condizioni previste dal programma.
La disponibilità partirà da 200 dollari e potrà arrivare fino a 100.000 dollari. L’ampiezza dell’intervallo suggerisce che il programma sia stato pensato sia per realtà con esigenze pubblicitarie contenute sia per aziende interessate a investimenti più consistenti. Il credito, tuttavia, non sarà gratuito: il tasso di interesse iniziale indicato è dell’8,99%, un valore che rende necessario valutare con attenzione il costo complessivo del finanziamento.
Il finanziamento può sostenere la spesa pubblicitaria
Dal punto di vista operativo, il programma consente alle aziende di separare il momento in cui acquistano la pubblicità da quello in cui sostengono effettivamente il relativo esborso. Questo può offrire maggiore flessibilità nella gestione del budget, soprattutto quando una campagna deve essere avviata rapidamente o quando l’impresa preferisce distribuire la spesa nel tempo.
Il vantaggio per Google è altrettanto diretto: mettendo a disposizione un canale di credito, la società può facilitare l’acquisto delle proprie campagne pubblicitarie. Il servizio non si limita quindi a fornire una modalità di pagamento alternativa, ma può incoraggiare le aziende a mantenere o aumentare gli investimenti sulla piattaforma anche in presenza di budget più prudenti.
Un progetto pensato per non generare profitti finanziari
Secondo Brent Callinicos, tesoriere di Google, il progetto dovrebbe avere un costo pari a zero per la società americana. L’obiettivo dichiarato non sarebbe infatti quello di guadagnare direttamente dal finanziamento, ma nemmeno di subire una perdita. Il programma viene quindi presentato come uno strumento di supporto all’attività pubblicitaria, più che come una nuova fonte autonoma di profitto per Google.
Questa impostazione lega il funzionamento del servizio alla principale attività dell’azienda: la vendita di spazi pubblicitari online. Google mette a disposizione il credito per rendere più semplice l’accesso alle campagne, mentre gli interessi applicati dovrebbero contribuire a mantenere l’iniziativa economicamente neutrale per la società.
Per ora il servizio resta circoscritto a due mercati
Il programma non risulta al momento disponibile a livello globale. La fase iniziale riguarda esclusivamente Gran Bretagna e Stati Uniti, senza indicazioni sull’eventuale estensione ad altri Paesi. Anche le condizioni comunicate, compresi il limite di credito e il tasso di interesse, fanno quindi riferimento alla sperimentazione nei mercati in cui il servizio è stato introdotto.
La notizia evidenzia comunque un possibile ampliamento del ruolo di Google nei rapporti con le aziende: dalla semplice piattaforma per acquistare pubblicità a un soggetto capace di facilitare anche il finanziamento delle campagne. Si tratta di un cambiamento rilevante soprattutto per le imprese che utilizzano la pubblicità online come strumento operativo e hanno bisogno di maggiore elasticità nei pagamenti.
Anche Amazon valuta un servizio simile
Secondo le indiscrezioni riportate, anche Amazon starebbe preparando un’iniziativa analoga. In questo caso, però, il servizio dovrebbe essere orientato al finanziamento degli acquisti delle persone, e non esclusivamente alle campagne pubblicitarie delle aziende.
Le due iniziative mostrano come le grandi piattaforme Internet possano cercare di affiancare ai propri servizi principali strumenti di finanziamento dedicati ai loro utenti. Per Google il punto di partenza è la pubblicità aziendale, mentre Amazon potrebbe concentrarsi sugli acquisti dei consumatori. Al momento, il programma di Google è quello descritto con maggiore precisione, mentre per il progetto attribuito ad Amazon restano valide le cautele legate alla natura non confermata delle indiscrezioni.