Il progetto di Facebook per portare il social network al centro dell’esperienza Android si è trasformato rapidamente in un insuccesso commerciale. Le aspettative legate a Facebook Home, l’applicazione sviluppata per rendere più visibili e immediate le funzioni del social network, erano elevate, ma le reazioni degli utenti sono state in gran parte negative.
Il risultato ha avuto conseguenze sia per Facebook sia per HTC, l’azienda taiwanese che aveva collaborato alla realizzazione dello smartphone pensato per integrare in modo diretto l’esperienza di Facebook. Il dispositivo, chiamato HTC First, avrebbe dovuto rappresentare il punto di riferimento hardware per Facebook Home. Le vendite, però, non hanno confermato le aspettative iniziali.
Facebook Home voleva trasformare la schermata principale di Android
Il cuore del progetto era Facebook Home, un’applicazione progettata per modificare il modo in cui gli utenti interagiscono con lo smartphone. L’obiettivo era portare i contenuti del social network in primo piano, rendendo più immediata la visualizzazione degli aggiornamenti e delle comunicazioni provenienti dagli amici.
In pratica, Facebook non si limitava a proporre una semplice applicazione da aprire quando necessario, ma puntava a rendere il proprio servizio una presenza costante nell’interfaccia del telefono. Una scelta ambiziosa, che avrebbe potuto interessare gli utenti più attivi sulla piattaforma, ma che ha finito per generare opinioni negative sul Google Play Store.
Le recensioni lasciate dagli utenti hanno evidenziato il mancato apprezzamento per l’esperienza offerta dall’applicazione. Il consenso necessario a sostenere il progetto non è arrivato e Facebook Home si è trovato così a dover fare i conti con una risposta molto diversa da quella immaginata durante la fase di sviluppo.
HTC First, uno smartphone costruito intorno a Facebook
HTC First era il prodotto pensato per accompagnare Facebook Home. Il dispositivo disponeva di un display da 4,3 pollici, una dimensione che lo collocava in una fascia compatta rispetto agli smartphone più grandi, e utilizzava un processore Qualcomm Snapdragon 400 dual core.
La dotazione comprendeva inoltre una fotocamera da 5 megapixel. Questi elementi descrivono uno smartphone progettato per offrire un’esperienza incentrata soprattutto sull’utilizzo quotidiano dei servizi Facebook, più che per distinguersi attraverso caratteristiche hardware particolarmente avanzate.
Il legame tra telefono e social network era quindi l’elemento distintivo del prodotto. HTC First non veniva presentato soltanto come un nuovo smartphone, ma come il dispositivo attraverso cui Facebook Home avrebbe dovuto raggiungere direttamente gli utenti. Il fallimento dell’applicazione ha finito per indebolire anche il principale prodotto hardware associato all’iniziativa.
Il prezzo crolla da quasi 100 dollari a 0,99 dollari
HTC aveva messo in vendita il First negli Stati Uniti attraverso un contratto con l’operatore AT&T, a un prezzo di 99 dollari. La cifra era legata alla sottoscrizione dell’offerta dell’operatore, mentre il prezzo di vendita del dispositivo passava da 450 a 350 dollari.
La situazione è però cambiata rapidamente. AT&T ha rivisto in modo drastico il prezzo del telefono, portandolo da quasi 100 dollari ad appena 0,99 dollari. Una riduzione di questo tipo non è soltanto una promozione aggressiva: è anche il segnale delle difficoltà incontrate nel collocare il prodotto sul mercato.
Il ribasso ha messo in evidenza la distanza tra le aspettative iniziali e la domanda effettiva. Un dispositivo nato per sostenere una nuova strategia di Facebook si è ritrovato così a essere proposto a una cifra simbolica, mentre il progetto software su cui si basava non riusciva a conquistare gli utenti.
Vendite inferiori a 15.000 unità e stop alla commercializzazione
Secondo le ultime stime riportate, le unità vendute negli Stati Uniti sarebbero state meno di 15.000. Il dato ha contribuito alla decisione di AT&T di bloccare la commercializzazione del dispositivo. Per l’operatore, continuare a promuovere un prodotto con una domanda così contenuta sarebbe stato difficile da giustificare.
La vicenda coinvolge direttamente entrambe le aziende. Facebook deve fare i conti con il fallimento di un progetto che puntava a modificare il rapporto tra utenti, social network e smartphone. HTC, dal canto suo, si trova associata a un telefono che non è riuscito a ottenere una presenza significativa sul mercato, nonostante il prezzo iniziale sostenuto da una distribuzione tramite operatore.
Il caso di HTC First dimostra quanto sia rischioso costruire un intero prodotto intorno a una singola esperienza software. Se l’applicazione centrale non viene apprezzata, anche l’hardware pensato per valorizzarla perde rapidamente il proprio motivo d’essere. Nel caso di Facebook Home, le valutazioni negative degli utenti e le vendite limitate hanno finito per compromettere l’intero progetto, trasformando HTC First in un esempio emblematico di collaborazione tecnologica rimasta lontana dagli obiettivi iniziali.