Apple torna al centro delle critiche per le regole applicate alle applicazioni distribuite attraverso l’App Store. Alcuni sviluppatori hanno segnalato sul forum ufficiale di Dropbox che le proprie app, realizzate utilizzando l’SDK Dropbox, sono state rifiutate durante il processo di approvazione. Il motivo indicato da Apple riguarda il modo in cui viene gestito l’acquisto di spazio aggiuntivo.
Le applicazioni contestate non completano la transazione direttamente al loro interno attraverso il sistema di acquisti in-app di Apple. Al contrario, indirizzano l’utente verso il sito web di Dropbox, aperto tramite Safari, dove è possibile acquistare ulteriore spazio di archiviazione. Secondo le politiche dell’App Store, però, gli acquisti legati alle funzionalità di un’applicazione devono essere effettuati all’interno dell’app utilizzando il metodo previsto da Apple.
La conseguenza è il rifiuto dell’applicazione da parte dei revisori dell’App Store. In base alle stesse regole, un’app che non rispetta questo requisito può anche essere rimossa dopo la pubblicazione. La vicenda riaccende quindi il confronto sul controllo esercitato da Apple sui pagamenti e sui collegamenti verso servizi esterni.
Il problema nasce dal collegamento tra app e spazio Dropbox
L’SDK Dropbox è lo strumento utilizzato dagli sviluppatori per integrare nelle proprie applicazioni le funzioni collegate al servizio di archiviazione. In alcuni casi, l’app consente all’utente di utilizzare lo spazio Dropbox e può rendere necessario acquistare capacità aggiuntiva. È proprio questo passaggio a creare il conflitto con le linee guida di Apple.
Gli sviluppatori coinvolti hanno scelto di non incorporare l’acquisto direttamente nell’applicazione. Quando l’utente decide di aumentare lo spazio disponibile, l’app lo reindirizza infatti al sito di Dropbox tramite Safari. La procedura porta quindi la transazione fuori dall’ambiente dell’applicazione e non utilizza il sistema di acquisto in-app richiesto da Apple.
Dal punto di vista dell’utente, il passaggio può sembrare semplice: si apre il browser, si raggiunge il sito Dropbox e si completa l’acquisto. Per Apple, tuttavia, il fatto che l’operazione venga effettuata all’esterno dell’app rappresenta una violazione delle regole. Il browser, inoltre, non limita l’attività dell’utente al solo servizio Dropbox: una volta aperto Safari, è possibile visitare altri siti e svolgere liberamente ulteriori operazioni.
Perché il reindirizzamento a Safari viene contestato
La politica applicata da Apple stabilisce che ogni acquisto collegato all’applicazione debba avvenire all’interno della stessa app attraverso gli acquisti in-app. Il principio vale anche quando la transazione riguarda un servizio esterno integrato nell’applicazione, come nel caso dello spazio di archiviazione Dropbox.
La posizione di Apple non si concentra quindi sull’utilizzo dell’SDK in sé, ma sulla modalità con cui viene proposta la possibilità di acquistare spazio aggiuntivo. Un’applicazione può utilizzare gli strumenti Dropbox, ma se accompagna l’utente verso un sito web per completare un acquisto legato alla sua esperienza, rischia di non superare la revisione dell’App Store.
Per gli sviluppatori, il vincolo comporta la necessità di ripensare il flusso di acquisto. Non è sufficiente offrire una funzione che rimandi al sito di Dropbox: il pagamento dovrebbe essere gestito all’interno dell’app e con il sistema previsto da Apple. La notizia evidenzia così quanto le regole dell’App Store possano incidere anche su applicazioni che integrano servizi di terze parti.
Il nuovo SDK Dropbox non risolve ancora la situazione
Dropbox ha nel frattempo pubblicato una versione aggiornata del proprio SDK. L’aggiornamento, però, non consente ancora di superare il problema dei rifiuti. La nuova versione non offre quindi, almeno per il momento, una soluzione definitiva per gli sviluppatori che desiderano consentire l’acquisto di spazio aggiuntivo senza incorrere nelle contestazioni di Apple.
Il team di Dropbox ha fatto sapere di essere al lavoro insieme ad Apple per individuare una soluzione migliore. Il confronto tra le due aziende potrebbe portare a una modalità di integrazione più compatibile con le regole dell’App Store, ma al momento non sono stati indicati tempi o caratteristiche precise dell’eventuale soluzione.
La vicenda lascia gli sviluppatori in una posizione complessa. Da un lato, il collegamento al sito Dropbox attraverso Safari permette di gestire l’acquisto sul servizio del provider; dall’altro, questa scelta non è accettata da Apple quando l’operazione è direttamente collegata alle funzioni offerte dall’applicazione. Finché non verrà definito un approccio condiviso, le app basate sull’SDK Dropbox resteranno esposte al rischio di rifiuto se continueranno a utilizzare questo meccanismo.