Samsung ha annunciato ufficialmente il nuovo chipset Exynos 4412, già presentato a febbraio durante l’ISSCC, la International Solid-State Circuits Conference. Il processore è destinato a smartphone e tablet e potrebbe trovare posto nel prossimo dispositivo di punta dell’azienda, il Samsung Galaxy S3, atteso per la presentazione il 3 maggio a Londra.

L’ipotesi di un utilizzo nel Galaxy S3 non è stata indicata come una conferma definitiva, ma le caratteristiche dell’Exynos 4412 lo rendono un candidato plausibile per uno smartphone di fascia alta. Rispetto alla generazione precedente, Samsung ha lavorato sia sull’aumento della potenza di calcolo sia sulla riduzione dei consumi, un aspetto particolarmente importante nei dispositivi mobili alimentati a batteria.

Quattro core Cortex-A9 prodotti con processo a 32 nanometri

Il cuore dell’Exynos 4412 è costituito da quattro core ARM Cortex-A9, una configurazione pensata per gestire più attività in parallelo rispetto ai chipset dual core. Samsung ha inoltre introdotto alcune modifiche proprietarie all’implementazione della piattaforma, intervenendo sul modo in cui i core possono operare e sulla gestione complessiva delle risorse.

Il chipset viene prodotto con un processo litografico a 32 nanometri HKMG, acronimo di High-K Metal Gate. Questa tecnologia consente di utilizzare materiali e strutture specifiche per migliorare il controllo dei transistor, con l’obiettivo di contenere le dispersioni elettriche e favorire un funzionamento più efficiente. Nel caso dell’Exynos 4412, il processo produttivo permette di raggiungere una frequenza operativa di 1,4 GHz.

La frequenza, tuttavia, non è l’unico elemento che determina le prestazioni di un processore. La presenza di quattro core consente al sistema di distribuire il lavoro tra più unità di elaborazione, mentre la gestione dinamica delle risorse permette di adattare il comportamento del chipset alle richieste effettive dello smartphone. Questo approccio è utile sia durante le attività più impegnative sia nei momenti di utilizzo leggero.

La gestione dinamica dei core punta a ridurre i consumi

Samsung ha dedicato particolare attenzione all’autonomia, un’esigenza che riguarda direttamente gli smartphone. Un dispositivo mobile non può contare su una batteria di capacità paragonabile a quella che potrebbe essere adottata in un tablet, perciò il consumo del chipset deve essere regolato in modo accurato per evitare di incidere eccessivamente sulla durata della carica.

Exynos 4412 può modificare dinamicamente il voltaggio e la frequenza di ogni singolo core Cortex-A9 in base al carico richiesto dall’hardware. In pratica, le unità di elaborazione non devono funzionare tutte allo stesso livello in ogni momento: il sistema può aumentare o ridurre la loro attività a seconda delle operazioni da eseguire.

Il risparmio energetico viene spinto ulteriormente attraverso lo spegnimento completo dei core non necessari. Quando una determinata unità non viene richiesta, può quindi essere disattivata invece di rimanere attiva consumando energia. La gestione indipendente dei core consente di combinare la potenza dei quattro elementi quando serve con un funzionamento più parsimonioso nelle situazioni meno impegnative.

Più potenza rispetto all’Exynos 4210 dual core

Secondo la scheda tecnica diffusa da Samsung, l’Exynos 4412 consuma il 20 per cento in meno rispetto al precedente Exynos 4210 dual core. Il dato assume particolare rilievo perché viene associato a un incremento della capacità di elaborazione: il nuovo chipset dovrebbe offrire circa il 40 per cento di potenza in più nell’elaborazione dei dati.

Il confronto mostra la direzione seguita dall’azienda: aumentare il numero di core e le prestazioni disponibili senza trasformare il miglioramento in un aumento proporzionale dei consumi. Per l’utente, questo equilibrio potrebbe tradursi in una maggiore capacità di gestire applicazioni e funzioni complesse, mantenendo al tempo stesso una maggiore attenzione all’autonomia. Il beneficio concreto dipenderà comunque dal modo in cui il chipset sarà integrato nel dispositivo e dalla gestione complessiva dell’hardware.

La possibilità di disattivare i core inutilizzati rende inoltre l’Exynos 4412 adatto a scenari d’uso differenti. Le attività che richiedono maggiore potenza possono sfruttare l’architettura quad core, mentre le operazioni più semplici possono essere eseguite con un numero ridotto di unità attive. Samsung sottolinea che questa impostazione può essere sfruttata anche in un tablet, dove la disponibilità di una batteria più grande potrebbe consentire margini diversi nella gestione energetica.

Supporto alla registrazione e alla riproduzione video Full HD

Oltre alla parte dedicata all’elaborazione generale, il chipset integra funzioni per la gestione dei contenuti video. Exynos 4412 è in grado di registrare e riprodurre filmati in formato Full HD fino a 1080p e 30 fotogrammi al secondo, una capacità pensata per supportare sia la creazione sia la visione di video ad alta definizione su dispositivi mobili.

Tra le interfacce disponibili figura anche HDMI 1.4. La presenza di questa porta amplia gli scenari di utilizzo del chipset, rendendo possibile il collegamento a dispositivi compatibili per la gestione dei contenuti video. In questo modo, le capacità multimediali dell’Exynos 4412 non restano limitate allo schermo dello smartphone o del tablet, ma possono essere sfruttate anche attraverso un’interfaccia dedicata.

Il possibile impiego nel Samsung Galaxy S3 resta dunque l’elemento più atteso legato al nuovo processore. L’Exynos 4412 combina quattro core Cortex-A9, processo produttivo a 32 nanometri HKMG, gestione indipendente di voltaggi e frequenze, funzioni di risparmio energetico e supporto al video Full HD. La presentazione londinese del 3 maggio dovrebbe chiarire se queste caratteristiche saranno effettivamente alla base del nuovo smartphone di punta Samsung.