Una connessione lenta su Android non dipende sempre dalla qualità del segnale o dall’operatore utilizzato. In alcuni casi, intervenire sulle impostazioni del dispositivo può rendere più rapida la fase di accesso ai siti e migliorare la navigazione quotidiana. Tra le soluzioni indicate per provare a ottenere un collegamento più reattivo ci sono la modifica dei server DNS e l’utilizzo di un browser pensato per ridurre il consumo di dati.
La procedura descritta richiede però alcuni passaggi tecnici. In particolare, per cambiare i DNS direttamente sullo smartphone è necessario disporre dei permessi di root, cioè di un livello di accesso più profondo rispetto a quello normalmente concesso dal sistema Android. Solo dopo aver sbloccato il dispositivo sarà quindi possibile utilizzare l’applicazione Set DNS e autorizzarla alla modifica delle impostazioni di rete.
Perché cambiare i server DNS può aiutare la navigazione
Il DNS, acronimo di Domain Name System, svolge un compito essenziale ogni volta che si visita un sito Internet. Quando si digita un indirizzo testuale facilmente riconoscibile, come quello di una pagina web, il dispositivo deve tradurlo nell’indirizzo utilizzato per raggiungere effettivamente il server. I server DNS si occupano proprio di questa traduzione.
In condizioni normali, il telefono utilizza i server DNS messi a disposizione dalla connessione in uso. La guida suggerisce di sostituirli con alternative disponibili attraverso servizi come OpenDNS o Google DNS. La scelta di un server diverso può rendere più rapida la risoluzione degli indirizzi, soprattutto nella fase iniziale di apertura dei siti. Non si tratta però di un aumento automatico della velocità massima della linea: il risultato riguarda principalmente il modo in cui il dispositivo individua le destinazioni richieste.
Set DNS: l’applicazione per modificare la connessione
Per applicare questa modifica viene indicata Set DNS, un’applicazione gratuita che consente di intervenire sui server DNS utilizzati dal dispositivo Android. Il suo funzionamento si basa sulla selezione di una configurazione già predisposta, evitando di dover inserire manualmente tutti i parametri della connessione.
Tra le possibilità citate figurano le liste associate a OpenDNS e Google DNS. L’utente deve scegliere il servizio preferito dall’elenco disponibile nell’applicazione e procedere con l’applicazione della nuova configurazione. La scelta non cambia il funzionamento generale della rete mobile o Wi-Fi, ma indica al telefono quali server utilizzare per convertire gli indirizzi dei siti Internet.
Come configurare Set DNS con i permessi di root
Il primo requisito è ottenere i permessi di root sullo smartphone. Si tratta di una procedura che modifica il livello di accesso al sistema e che deve essere completata prima di installare e utilizzare Set DNS. Una volta sbloccato il dispositivo e terminata l’installazione dell’applicazione, Set DNS chiederà l’autorizzazione a intervenire sulle impostazioni protette.
Quando compare la richiesta, è necessario fare clic su Consenti per autorizzare l’applicazione attraverso Super User, il sistema incaricato di gestire i permessi root. Senza questa conferma, Set DNS non potrà effettuare la modifica richiesta. È quindi importante verificare con attenzione la richiesta visualizzata sullo smartphone e concedere l’accesso solo all’applicazione che si intende utilizzare.
Dopo aver autorizzato Set DNS, si può selezionare il server DNS desiderato tra quelli disponibili. Al termine della configurazione, la guida consiglia di riavviare il dispositivo. Il riavvio serve a fare in modo che la nuova impostazione venga riconosciuta dalla connessione e utilizzata durante le successive sessioni di navigazione.
Opera Mini per una navigazione più leggera
La seconda indicazione riguarda il browser. In alternativa al browser classico presente sul telefono, il testo consiglia di installare Opera Mini, pensato per offrire una navigazione più rapida riducendo il carico delle pagine. L’applicazione viene quindi proposta come complemento alla modifica dei DNS: Set DNS interviene sulla risoluzione degli indirizzi, mentre Opera Mini riguarda il modo in cui le pagine vengono caricate e visualizzate.
La combinazione delle due soluzioni può risultare interessante per chi cerca una navigazione più reattiva su Android, soprattutto quando l’obiettivo è ridurre i tempi di apertura dei siti e rendere più agevole l’uso del browser. La velocità effettiva continuerà comunque a dipendere dalla connessione disponibile e dalle condizioni della rete. La modifica dei DNS e l’installazione di Opera Mini sono dunque interventi da provare per ottimizzare l’esperienza, non strumenti capaci di trasformare una connessione lenta in una linea più potente.