Al CES 2013 di Las Vegas, in programma dall’8 all’11 gennaio, Panasonic ha presentato un dispositivo difficile da ricondurre agli standard abituali del mercato tablet. Si tratta infatti di un modello con display da 20 pollici, sistema operativo Windows 8 Pro a 64 bit e risoluzione 4K Ultra HD.

Le dimensioni dello schermo lo collocano molto lontano dai tablet più diffusi, normalmente caratterizzati da diagonali da 7 o 10 pollici. Panasonic ha scelto quindi un formato decisamente più ampio, pensato non tanto per la mobilità quotidiana quanto per offrire una superficie di lavoro estesa e un livello di dettaglio particolarmente elevato.

Un pannello 4K con oltre otto milioni di pixel

Il principale elemento distintivo del tablet Panasonic è il display da 20 pollici con risoluzione 3840 × 2160 pixel. Si tratta dello standard 4K Ultra HD, capace di raggiungere circa 8,3 megapixel: un numero di pixel nettamente superiore rispetto alla risoluzione Full HD.

Una definizione di questo tipo consente di visualizzare immagini e contenuti con un livello di dettaglio molto alto. La superficie più ampia, combinata con la risoluzione 4K, può risultare particolarmente utile quando è necessario osservare fotografie ad alta definizione, elaborati grafici o progetti tecnici mantenendo visibili numerosi dettagli. Non è quindi soltanto la diagonale a rendere particolare il dispositivo, ma anche la quantità di informazioni che il pannello può mostrare.

Il formato da 20 pollici modifica però anche il modo in cui il prodotto deve essere considerato. Rispetto ai tablet tradizionali, progettati per essere trasportati e utilizzati con facilità in diversi ambienti, questo modello appare più vicino a uno strumento professionale con funzionalità da tablet. La grande area di visualizzazione sembra infatti pensata per attività in cui lo spazio sullo schermo ha un valore concreto.

Windows 8 Pro e hardware basato su Intel

Panasonic ha equipaggiato il dispositivo con la versione completa di Windows 8 Pro a 64 bit. La scelta del sistema operativo Microsoft lo distingue dai tablet più orientati al consumo di contenuti e lo avvicina a un ambiente di lavoro tradizionale, nel quale è possibile utilizzare il software previsto dalla piattaforma Windows.

Il cuore del tablet è un processore Intel Core i5 vPro 3427U con frequenza di 1,80 GHz. A occuparsi della componente grafica è una GPU GeForce Graphics di Nvidia. La dotazione comprende inoltre 4 GB di memoria RAM e un’unità SSD da 128 GB per l’archiviazione interna.

La presenza di un SSD permette di utilizzare uno storage basato su memoria flash, mentre i 128 GB costituiscono la capacità disponibile per il sistema operativo, le applicazioni e i file dell’utente. Quando questo spazio non è sufficiente, il dispositivo può essere ampliato attraverso schede microSDXC, inseribili nell’apposito slot per schede microSD.

Connettività essenziale per un dispositivo professionale

Il tablet Panasonic supporta le reti Wi-Fi secondo gli standard 802.11a/b/g/n e integra la connettività Bluetooth 4.0. È inoltre presente una porta USB 2.0, utilizzabile per collegare periferiche compatibili o trasferire dati attraverso dispositivi esterni.

La dotazione è quindi orientata alle principali esigenze di collegamento senza puntare, almeno secondo le informazioni disponibili, su un numero elevato di porte. In un prodotto destinato a fotografi, designer e architetti, la possibilità di sfruttare la rete wireless, il Bluetooth e l’espansione tramite microSD rappresenta un aspetto importante per la gestione e la consultazione dei contenuti.

Le dimensioni confermano la natura fuori dagli schemi del dispositivo: 18,7 pollici di larghezza, 13,1 pollici di profondità e 0,4 pollici di altezza. Lo spessore ridotto è un dato significativo per un apparecchio con uno schermo così ampio, anche se la diagonale rende inevitabilmente il tablet molto diverso dai modelli compatti normalmente utilizzati in mobilità.

Un grande schermo pensato per fotografi, designer e architetti

Panasonic ha indicato come destinatari del prodotto soprattutto i professionisti che lavorano con immagini, progetti e rappresentazioni grafiche. Fotografi, designer, architetti e figure professionali simili possono beneficiare della combinazione tra una superficie di lavoro molto estesa e la risoluzione 4K.

Per un fotografo, ad esempio, un pannello capace di visualizzare circa 8,3 megapixel può offrire un’area adatta alla consultazione di immagini ricche di dettagli. Per designer e architetti, invece, il formato può rendere più agevole la visualizzazione di composizioni, disegni e progetti senza dover ridurre eccessivamente il contenuto sullo schermo. Si tratta di possibilità legate alle caratteristiche dichiarate del prodotto, più che di una sostituzione completa delle workstation professionali.

Il dispositivo si propone dunque come una piattaforma specializzata, nella quale il display è il componente centrale. La grande diagonale e la definizione Ultra HD costituiscono il motivo principale per prendere in considerazione il tablet, mentre la dotazione hardware e Windows 8 Pro forniscono l’ambiente necessario per utilizzarlo come strumento di lavoro.

L’autonomia limita la portabilità del tablet

L’aspetto più problematico riguarda la batteria. Panasonic ha confermato un’autonomia massima di circa due ore con utilizzo continuo del terminale. Un dato di questo tipo riduce sensibilmente la possibilità di usare il dispositivo per un’intera giornata lontano da una presa di corrente.

La durata della batteria rende quindi ancora più evidente la destinazione d’uso del prodotto. Il tablet da 20 pollici può essere interessante in contesti professionali nei quali contano soprattutto ampiezza e definizione dello schermo, ma la sua portabilità pratica risulta necessariamente più limitata rispetto a quella dei modelli da 7 o 10 pollici.

Con questo progetto Panasonic ha portato al CES 2013 un tablet caratterizzato da un formato insolito e da una dotazione tecnica orientata alla produttività visiva. Il display 4K da 20 pollici, Windows 8 Pro e l’hardware Intel rappresentano gli elementi centrali della proposta; l’autonomia di circa due ore, invece, ne definisce i principali limiti nell’utilizzo mobile.