Qualcomm ha scelto il CES di Las Vegas del 2013 per presentare due nuove famiglie di processori destinati ai dispositivi mobili. Si tratta di Snapdragon 800 e Snapdragon 600, piattaforme pensate rispettivamente per gli smartphone e i tablet di fascia alta e per i prodotti di fascia media.
La presentazione introduce una distinzione più chiara tra i diversi livelli dell’offerta Qualcomm. Snapdragon 800 punta sulle prestazioni più elevate, con una frequenza di funzionamento maggiore e una GPU di nuova generazione, mentre Snapdragon 600 propone una configurazione più contenuta, mantenendo però un’architettura quad-core e il supporto alle tecnologie software e di memoria più recenti indicate dal produttore.
Snapdragon 800 punta sulle prestazioni della fascia alta
Il modello più potente della nuova gamma è Snapdragon 800, un sistema su chip destinato ai dispositivi mobili di fascia alta. La piattaforma integra quattro core Krait 400, ciascuno con una frequenza operativa di 2,3 GHz. La presenza di quattro unità di elaborazione consente di distribuire il carico di lavoro tra più core, mentre la frequenza elevata è pensata per sostenere attività più impegnative rispetto a quelle tipiche dei dispositivi meno potenti.
Alla parte dedicata all’elaborazione si affianca la GPU Adreno 330, che rappresenta uno degli elementi centrali della proposta. Qualcomm dichiara prestazioni fino al 50 per cento superiori rispetto alla precedente Adreno 320. Il confronto riguarda quindi soprattutto la capacità grafica, un aspetto rilevante per videogiochi, applicazioni con interfacce complesse e contenuti multimediali.
Snapdragon 800 supporta inoltre la Flex Render Technology. Il testo presentato da Qualcomm non dettaglia il funzionamento di questa tecnologia, ma la sua presenza viene indicata come una delle caratteristiche della nuova GPU Adreno 330. Nel complesso, la configurazione descritta identifica Snapdragon 800 come la piattaforma pensata per i dispositivi che necessitano del livello prestazionale più alto all’interno della nuova nomenclatura.
Snapdragon 600 porta il quad-core nella fascia media
Snapdragon 600 è invece destinato ai dispositivi mobili di fascia media. Anche questa piattaforma utilizza quattro core Krait 400, ma con una frequenza fino a 1,9 GHz per ciascun core. Rispetto a Snapdragon 800 cambia quindi il livello operativo dichiarato, pur rimanendo invariato il numero di unità di elaborazione e il tipo di architettura Krait indicato da Qualcomm.
La componente grafica è affidata alla GPU Adreno 320. Secondo il produttore, questa soluzione offre prestazioni fino a tre volte superiori rispetto alla precedente Adreno 225. La GPU è inoltre compatibile con diverse API moderne, tra cui OpenGL ES 3.0, OpenCL e Renderscript Compute.
Le API grafiche e di calcolo permettono al software di comunicare con l’hardware in modo più diretto e strutturato. OpenGL ES 3.0 è destinata alla grafica tridimensionale sui dispositivi mobili, mentre OpenCL e Renderscript Compute possono essere utilizzate per distribuire determinati calcoli sulla GPU o su altre risorse disponibili. Il supporto indicato da Qualcomm amplia quindi le possibilità per applicazioni grafiche e software capaci di sfruttare l’elaborazione parallela.
Snapdragon 600 supporta anche la memoria LPDDR3, acronimo di Low Power Double Data Rate 3. Si tratta dello standard di memoria specificato per la piattaforma, con un’attenzione anche ai consumi energetici. Nel testo relativo al nuovo SoC non vengono indicati ulteriori valori di velocità o capacità, ma il supporto a LPDDR3 completa una dotazione pensata per i dispositivi mobili di generazione più recente.
Processo produttivo a 28 nanometri per entrambe le piattaforme
Snapdragon 800 e Snapdragon 600 condividono il processo produttivo a 28 nanometri. Entrambi i sistemi su chip vengono prodotti da TSMC, azienda indicata da Qualcomm come responsabile della realizzazione dei semiconduttori.
Un SoC, o system-on-chip, riunisce in un singolo componente diverse parti fondamentali di un dispositivo, tra cui i core del processore e la GPU. La scelta di utilizzare lo stesso processo produttivo per le due famiglie evidenzia la comune base tecnologica, pur lasciando spazio a differenze nella frequenza dei core, nella grafica integrata e nelle funzionalità supportate.
Nel caso di Snapdragon 800, Qualcomm associa il processo a 28 nanometri alla configurazione con core Krait 400 a 2,3 GHz e GPU Adreno 330. Snapdragon 600 mantiene invece una frequenza fino a 1,9 GHz e utilizza Adreno 320, affiancata dal supporto a OpenGL ES 3.0, OpenCL, Renderscript Compute e LPDDR3.
La nuova nomenclatura sostituisce le serie Snapdragon S
Durante lo stesso CES, Qualcomm ha annunciato anche una modifica alla nomenclatura delle proprie piattaforme. Le precedenti serie Snapdragon S1, S2, S3 e S4 vengono abbandonate in favore di nomi composti da tre cifre.
La nuova classificazione comprende le famiglie Snapdragon 200, 300, 400, 500 e 600. All’interno di questo schema si collocano anche i due nuovi modelli presentati a Las Vegas: Snapdragon 800 per la fascia alta e Snapdragon 600 per la fascia media.
Il passaggio ai numeri a tre cifre rende più immediata la distinzione tra le diverse famiglie di SoC rispetto alla precedente sequenza basata sulle sigle S1-S4. In base alle informazioni fornite da Qualcomm, la nuova denominazione accompagnerà quindi un’offerta articolata su più livelli, con Snapdragon 800 al vertice della presentazione e Snapdragon 600 rivolto a una fascia di prodotto più ampia.