I segnalibri, chiamati anche preferiti in alcuni browser, permettono di conservare e ritrovare rapidamente le pagine Web più importanti. Quando si cambia browser, si reinstalla il sistema operativo o si passa a un nuovo computer, trasferirli evita di dover ricostruire manualmente la propria raccolta di siti.
Il metodo più universale consiste nell’utilizzare un file HTML, un formato supportato da quasi tutti i browser. In alternativa, quando si resta all’interno dello stesso ecosistema, è possibile sfruttare la sincronizzazione tramite account. La scelta dipende dal risultato desiderato: il file HTML è più controllabile e funziona tra browser diversi, mentre la sincronizzazione è più comoda per mantenere aggiornati i segnalibri su più dispositivi.
Prima di iniziare: controllare e preparare i segnalibri
Prima di esportare i segnalibri conviene eliminare duplicati, collegamenti non più funzionanti e cartelle inutili. Un archivio ordinato rende più semplice ritrovare i siti dopo l’importazione, soprattutto quando contiene centinaia di collegamenti. È utile anche verificare in quale cartella sono stati salvati i preferiti: alcuni browser mostrano una struttura separata per barra dei segnalibri, altri preferiti generali, dispositivi mobili e cartelle personalizzate.
Se il browser utilizza la sincronizzazione, bisogna verificare che i segnalibri siano effettivamente presenti sul dispositivo dal quale si esegue l’esportazione. In caso contrario si rischia di creare un file incompleto. Una prova semplice consiste nel cercare alcuni segnalibri recenti o aprire la pagina di gestione dei preferiti e controllare l’intera struttura.
Prima di importare i dati nel browser di destinazione è inoltre consigliabile creare un punto di ripristino: esportare i segnalibri già presenti in un altro file HTML. In questo modo sarà possibile tornare alla situazione iniziale se l’importazione dovesse produrre duplicati o un’organizzazione poco chiara.
Esportare i segnalibri in un file HTML
L’esportazione crea un file che contiene i collegamenti e, generalmente, le cartelle dei segnalibri. Non vengono invece trasferiti automaticamente cronologia, password, estensioni, schede aperte o impostazioni del browser. Il file può essere salvato sul computer, su un’unità esterna o in uno spazio cloud, prestando attenzione alla sua protezione.
In Google Chrome, aprire il menu principale e raggiungere la sezione dedicata a segnalibri e liste, quindi entrare nel gestore dei segnalibri. Dal menu della pagina di gestione si può selezionare l’opzione per esportare i segnalibri e scegliere dove salvare il file HTML. Le denominazioni possono cambiare leggermente tra versioni, ma la funzione si trova normalmente nel gestore dei segnalibri.
In Microsoft Edge, la procedura passa dal menu dei preferiti, accessibile anche dalla relativa barra degli strumenti, e dalla gestione dei preferiti. Nel menu con altre opzioni è disponibile il comando per esportare i dati in un file HTML. È possibile che Edge proponga anche strumenti per importare dati direttamente da altri browser.
In Mozilla Firefox, aprire il menu dei segnalibri e la relativa gestione o libreria. Da qui si accede agli strumenti per importare ed esportare i segnalibri e si sceglie il comando per esportarli in HTML. Firefox consente anche di effettuare un backup dei segnalibri in un formato specifico del browser: per trasferimenti verso altri programmi è preferibile HTML, perché è più compatibile.
In Safari su Mac, il comando di esportazione si trova normalmente nel menu File, nella sezione dedicata all’esportazione dei segnalibri. Il risultato è un file HTML che può essere trasferito a Chrome, Firefox, Edge o ad altri browser compatibili. Su iPhone e iPad, invece, le possibilità dipendono dal sistema e dalla versione installata: spesso è più pratico sincronizzare i dati tramite l’account Apple o eseguire l’esportazione da un Mac.
Importare i segnalibri nel nuovo browser
Per importare un file HTML, aprire il browser di destinazione e cercare il comando di importazione nel gestore dei segnalibri. In genere il percorso passa dal menu principale, dalla sezione segnalibri o preferiti e da una voce come “Importa segnalibri” o “Importa da file HTML”. Selezionare il file precedentemente salvato e attendere il completamento dell’operazione.
Il browser può inserire i collegamenti in una cartella specifica, spesso denominata “Importati”, “Importati da HTML” o con il nome del browser di provenienza. Questo comportamento è utile perché evita di mescolare immediatamente i nuovi dati con la struttura esistente. Dopo l’importazione è possibile spostare le cartelle nella barra dei segnalibri o unirle manualmente a quelle già presenti.
Alcuni browser propongono anche l’importazione diretta da un altro programma installato sullo stesso computer. Questa opzione può trasferire i segnalibri senza creare prima un file, ma il risultato dipende dai browser rilevati e dal sistema operativo. Per un passaggio tra computer diversi o per avere una copia di sicurezza, il file HTML rimane generalmente la soluzione più flessibile.
Trasferire i segnalibri usando la sincronizzazione
La sincronizzazione è utile quando si utilizzano più dispositivi con lo stesso browser. Dopo aver effettuato l’accesso al proprio account e attivato la sincronizzazione dei segnalibri sul dispositivo di origine, i dati possono comparire automaticamente sugli altri dispositivi collegati allo stesso account. Il nome del servizio cambia a seconda dell’ecosistema: Chrome utilizza l’account Google, Edge quello Microsoft, Firefox il proprio account e Safari la sincronizzazione tramite iCloud.
Questo metodo non è sempre la scelta migliore per trasferire i segnalibri da un browser a un altro. La sincronizzazione tende infatti a collegare dispositivi che usano lo stesso servizio, mentre il passaggio tra ecosistemi diversi richiede spesso un’importazione da file HTML. Inoltre, prima di attivarla è importante controllare quali categorie di dati verranno sincronizzate e quali dispositivi sono associati all’account.
Per motivi di sicurezza, non bisogna condividere il file HTML o l’account di sincronizzazione senza necessità. I segnalibri possono contenere indirizzi di pagine interne, pannelli di amministrazione o servizi personali. Il file non include normalmente le password, ma può comunque rivelare informazioni sulle attività e sugli interessi dell’utente.
Problemi comuni e come risolverli
Il problema più frequente è la comparsa di duplicati. Si verifica quando i segnalibri vengono importati più volte o quando il browser di destinazione ha già ricevuto gli stessi dati tramite sincronizzazione. Per evitarlo, conviene disattivare temporaneamente la sincronizzazione dei segnalibri durante una migrazione complessa, effettuare una sola importazione e riattivarla dopo aver verificato il risultato.
Un’altra difficoltà riguarda la posizione dei collegamenti. I preferiti possono finire in una cartella secondaria invece che nella barra visibile. In questo caso bisogna aprire il gestore dei segnalibri, selezionare cartelle e collegamenti e spostarli nella posizione desiderata. Se una cartella sembra vuota, è utile controllare anche le sezioni dedicate ai dispositivi mobili o ai segnalibri non organizzati.
Se il file HTML non viene riconosciuto, verificare che sia stato selezionato il comando corretto: importazione da HTML, non importazione di password o impostazioni. È inoltre preferibile usare una copia del file originale e non modificarne manualmente il contenuto, perché un errore nella struttura HTML potrebbe impedire al browser di leggere alcuni collegamenti.
Una volta completato il trasferimento, aprire alcuni segnalibri importanti per controllare che funzionino. I collegamenti salvati anni prima potrebbero portare a pagine spostate, richiedere un nuovo accesso o non essere più disponibili. La migrazione è quindi anche una buona occasione per aggiornare e ridurre l’archivio.