Le indiscrezioni sulla possibile apertura di negozi fisici Google in diverse parti del mondo non trovano conferma. Negli ultimi tempi sul web si erano moltiplicate le notizie secondo cui l’azienda avrebbe potuto creare una rete di store dedicati ai propri prodotti, con spazi destinati alla vendita e alla presentazione di smartphone, dispositivi hardware e gadget.

L’ipotesi avrebbe permesso agli utenti di vedere e provare direttamente i prodotti prima dell’acquisto, oltre a offrire a Google un canale commerciale e di comunicazione completamente controllato. Tuttavia, dalle informazioni disponibili emerge che non esiste alcun progetto concreto di questo tipo: la smentita è arrivata direttamente da Andy Rubin durante il Mobile World Congress.

Andy Rubin esclude l’apertura di negozi Google

Rubin, figura nota per aver contribuito al lancio di Android e allo sviluppo delle attività tecnologiche di Google, ha chiarito che l’azienda non prevede di aprire Google Store fisici. Le sue parole chiudono quindi, almeno per il momento, la prospettiva di vedere punti vendita Google nelle principali città o nei diversi mercati internazionali.

La dichiarazione è particolarmente rilevante perché fino a quel momento le voci online avevano alimentato l’attesa tra gli appassionati. L’idea di uno store Google era stata associata alla possibilità di riunire in un unico luogo i prodotti dell’azienda e di permettere ai visitatori di interagire con essi prima di procedere all’acquisto. Secondo quanto dichiarato da Rubin, però, questa prospettiva non fa parte dei piani annunciati da Google.

Per Google il web ha ridotto il bisogno di provare i prodotti

La motivazione indicata da Rubin riguarda il cambiamento nelle abitudini degli utenti. In passato, secondo la posizione espressa dal dirigente, molte persone avevano bisogno di toccare con mano un prodotto prima di decidere se comprarlo. Oggi, invece, la rete permette di raccogliere numerose informazioni sulle caratteristiche, sulla qualità e sulle funzionalità dei dispositivi senza dover necessariamente visitare un negozio.

Recensioni, descrizioni e approfondimenti disponibili online consentono infatti di valutare un prodotto anche a distanza. Questa trasformazione ha modificato il ruolo che un eventuale negozio fisico potrebbe avere nel percorso d’acquisto: per Google, la quantità di informazioni reperibili sul web rende meno indispensabile una rete di punti vendita pensati principalmente per mostrare e commercializzare i propri dispositivi.

Non si tratta soltanto di una scelta legata alle modalità di vendita. Aprire negozi in più Paesi richiederebbe infatti una struttura dedicata alla progettazione, alla gestione degli spazi, alla distribuzione dei prodotti e all’assistenza ai clienti. La decisione di non procedere appare quindi collegata anche alla valutazione delle risorse e delle competenze necessarie per sostenere un progetto di questo genere.

La divisione hardware non è pronta per un progetto retail

Un altro elemento sottolineato nella smentita riguarda la divisione hardware di Google. Secondo quanto riportato, il settore non sarebbe ancora pronto per progettare e realizzare una rete di negozi fisici. L’azienda, inoltre, non intende annunciare iniziative simili.

Questo significa che le indiscrezioni circolate online non descrivevano un progetto già avviato né un piano imminente destinato a diventare ufficiale. Al contrario, la posizione comunicata al Mobile World Congress indica l’assenza di una strategia concreta per portare Google Store nelle città e nei mercati di tutto il mondo.

Per gli utenti interessati ai prodotti Google, la conseguenza pratica è che la valutazione e l’acquisto continueranno a dipendere soprattutto dai canali già disponibili e dalle informazioni pubblicate online. L’ipotesi di uno spazio ufficiale in cui provare direttamente i dispositivi resta quindi soltanto una voce priva di conferma. La smentita di Andy Rubin chiarisce che, almeno sulla base dei piani dichiarati in quel momento, l’apertura di negozi Google era completamente infondata.