Google ha presentato a San Francisco alcune novità dedicate ai suoi servizi cartografici, con una funzione destinata a rendere più utile Google Maps anche in assenza di una connessione alla rete. I dispositivi mobili Android possono infatti consultare le mappe offline, dopo aver salvato in anticipo l’area di interesse nella memoria del dispositivo.

La funzione è pensata per chi deve spostarsi in luoghi dove il collegamento dati può essere assente o poco affidabile. È sufficiente preparare la mappa quando si è ancora connessi a Internet, selezionare la zona interessata e lasciare che l’applicazione la memorizzi. Una volta raggiunta la destinazione, l’utente può continuare a visualizzare la cartografia e a controllare la propria posizione anche senza accesso alla rete.

Come funzionano le mappe offline su Android

Il funzionamento è basato su una procedura semplice: l’area da consultare viene scelta mentre il dispositivo dispone di una connessione, quindi i dati necessari vengono salvati localmente. In questo modo Google Maps non deve recuperare continuamente le informazioni dai server per mostrare la mappa della zona selezionata.

La consultazione offline consente di muoversi all’interno della mappa e di verificare dove ci si trova. Quando lo smartphone o il tablet dispone di una bussola, la visualizzazione può inoltre ruotare nella direzione corretta rispetto all’orientamento del dispositivo. Si tratta di un dettaglio utile soprattutto durante gli spostamenti a piedi, perché permette di confrontare più facilmente la direzione reale con quella indicata dalla cartografia.

La novità non equivale però a una piena modalità di navigazione senza connessione. Al momento, infatti, le mappe offline non supportano la navigazione turn-by-turn. È quindi possibile consultare la mappa e seguire la propria posizione, ma non ricevere indicazioni vocali o istruzioni dettagliate passo dopo passo attraverso il percorso.

Google Maps offline, un supporto per gli spostamenti senza rete

Il vantaggio principale della nuova funzione riguarda la continuità di accesso alle informazioni cartografiche. Una connessione instabile non impedisce di visualizzare l’area precedentemente salvata, evitando che la mappa dipenda interamente dalla disponibilità della rete mobile nel momento dello spostamento.

La preparazione anticipata diventa quindi l’elemento centrale dell’esperienza: prima di partire è necessario ricordarsi di selezionare e memorizzare la zona che si intende visitare. Una volta completata questa operazione, l’utente può usare la mappa anche dopo essere arrivato a destinazione, controllando la posizione e orientandosi nell’area disponibile offline.

La funzione è particolarmente interessante per l’utilizzo su dispositivi Android, perché porta una parte dei dati di Google Maps direttamente nella memoria dello smartphone o del tablet. Il limite alla navigazione passo passo impedisce di considerarla un sostituto completo dell’esperienza online, ma la possibilità di esplorare la mappa resta il cambiamento più rilevante annunciato durante l’evento.

Google Earth prepara una visualizzazione aerea tridimensionale

Oltre alle mappe offline, Google ha mostrato una nuova modalità di visualizzazione 3D destinata a Google Earth. La funzione è stata progettata per essere utilizzata anche su dispositivi mobili, inclusi smartphone e tablet, e punta a rendere l’esplorazione delle aree metropolitane più dettagliata e coinvolgente.

La tecnologia utilizza immagini catturate da aerei dedicati, impegnati a sorvolare il territorio per fotografare le aree urbane dall’alto. Questo approccio permette di raccogliere una quantità di dettagli superiore rispetto alle modalità utilizzate in precedenza. Le immagini vengono poi impiegate per costruire una rappresentazione tridimensionale che, secondo quanto mostrato nella presentazione, appare fotorealistica e può essere esplorata in modo interattivo.

La nuova visualizzazione non si limita quindi a una semplice immagine aerea statica. L’utente può interagire con la rappresentazione dell’area e osservare gli ambienti urbani da una prospettiva tridimensionale, sfruttando lo schermo del dispositivo mobile. La dimostrazione della funzione è stata realizzata su un iPad, a conferma dell’attenzione riservata anche all’utilizzo su dispositivi portatili.

Le due novità seguono direzioni differenti. Le mappe offline di Google Maps rispondono a un’esigenza pratica, permettendo di consultare una zona già salvata anche senza rete. La vista 3D di Google Earth, invece, concentra l’attenzione sulla rappresentazione visiva del territorio e sull’esplorazione interattiva delle aree metropolitane. Per gli utenti Android, la disponibilità immediata delle mappe offline è il cambiamento più concreto; la nuova modalità aerea tridimensionale di Google Earth amplia invece le possibilità di consultazione e dovrebbe arrivare prossimamente sui dispositivi mobili.