Il nuovo Asus PadFone si prepara ad arrivare sul mercato italiano con una formula particolare: un unico prodotto composto da uno smartphone Android e da una station con display da tablet. In attesa dei primi video e delle valutazioni più approfondite, i colleghi di Cnet hanno avuto modo di provare in anteprima il dispositivo e hanno realizzato una lunga galleria fotografica dedicata all’unboxing.

Le immagini permettono di osservare da vicino il contenuto della confezione e il sistema ideato da Asus, mentre il riepilogo delle caratteristiche tecniche aiuta a comprendere la natura di questo terminale. Il PadFone non è infatti un semplice smartphone accompagnato da accessori, ma una soluzione formata da due dispositivi destinati a lavorare insieme: un telefono compatto e una componente con formato tablet.

Due dispositivi, un’unica piattaforma Android

La configurazione del PadFone si basa su uno smartphone Android e su una struttura tablet chiamata PadFone Station. Il telefono rappresenta la parte più piccola del sistema e dispone di un display da 4,3 pollici, una dimensione pensata per l’utilizzo diretto del dispositivo in formato smartphone.

La PadFone Station mette invece a disposizione un pannello touch da 10,1 pollici, con risoluzione di 1280x800 pixel. La differenza tra le due diagonali modifica in modo sostanziale l’esperienza d’uso: lo smartphone offre un formato più contenuto, mentre la station consente di interagire con una superficie molto più ampia e con un’impostazione più vicina a quella di un tablet.

La scelta di riunire smartphone e tablet all’interno dello stesso prodotto punta quindi a offrire due modalità di utilizzo differenti. Il telefono può essere impiegato come dispositivo principale in mobilità, mentre la station amplia la superficie di visualizzazione quando sono necessari maggiore spazio e un formato più grande. È questo il punto centrale del progetto Asus, che cerca di combinare la praticità di un telefono con le dimensioni di un tablet.

Il processore Nvidia Tegra 3

A gestire l’elaborazione dei dati è presente un processore Nvidia Tegra 3. La piattaforma utilizza cinque core complessivi: quattro core principali e un quinto core di riserva. Questa configurazione costituisce uno degli elementi tecnici più rilevanti del PadFone e accompagna la piattaforma Android utilizzata dallo smartphone.

La presenza dei quattro core principali è destinata a sostenere le attività di elaborazione del dispositivo, mentre il quinto core completa l’architettura descritta da Asus. Nel contesto del PadFone, il processore deve supportare non soltanto l’utilizzo del telefono, ma anche l’esperienza su un display più grande quando lo smartphone viene associato alla componente tablet.

Il riferimento a Tegra 3 chiarisce dunque l’impostazione del prodotto: Asus non ha presentato un accessorio passivo per ingrandire lo schermo, ma una soluzione basata su una piattaforma hardware pensata per gestire l’intero sistema. Le prestazioni effettive, tuttavia, potranno essere valutate soltanto attraverso prove e recensioni complete, oltre alle prime impressioni successive all’unboxing.

La PadFone Station Dock aggiunge tastiera e autonomia

Per chi desidera utilizzare il PadFone con un’impostazione più vicina a quella di un computer portatile, Asus prevede anche la PadFone Station Dock. Si tratta di una docking station dotata di tastiera con tasti a isola, touchpad per controllare il puntatore del mouse e porte aggiuntive.

La tastiera amplia le possibilità di utilizzo del sistema soprattutto nelle attività che richiedono la digitazione di testi più lunghi. Il touchpad, invece, consente di controllare il puntatore senza dover ricorrere esclusivamente all’interazione touch sul display. Le porte aggiuntive completano la dotazione della dock e ne rafforzano la funzione di supporto per un utilizzo più articolato.

La dock non si limita però ad aggiungere strumenti per la produttività. La dotazione comprende anche una batteria aggiuntiva, pensata per garantire la massima autonomia del terminale. Questo elemento è particolarmente significativo per un prodotto che riunisce più modalità d’uso: l’autonomia diventa infatti un aspetto importante quando lo stesso sistema deve essere utilizzato sia come smartphone sia attraverso la station con display più grande.

Prezzo e arrivo sul mercato italiano

Secondo le informazioni disponibili, Asus PadFone sarà commercializzato in Italia verso la fine di maggio. Il prezzo di partenza previsto è di 699 euro IVA inclusa, mentre la PadFone Station Dock sarà acquistabile separatamente al prezzo di 149 euro.

La configurazione completa richiede quindi di considerare anche il costo della dock, che aggiunge tastiera, touchpad, porte supplementari e batteria aggiuntiva. La proposta di Asus si rivolge di conseguenza a chi è interessato a un sistema integrato e preferisce riunire in un’unica soluzione le funzioni di uno smartphone e quelle associate a un tablet da 10,1 pollici.

La galleria dell’unboxing anticipa così un prodotto costruito attorno a un’idea precisa: partire da uno smartphone Android con display da 4,3 pollici e affiancargli una station capace di trasformarne l’utilizzo in quello di un dispositivo più grande, con la possibilità di aggiungere anche tastiera e touchpad. Saranno le prime prove sul campo a chiarire quanto questa impostazione risulterà pratica nell’uso quotidiano.