Google potrebbe ampliare presto la rete di aziende coinvolte nella produzione dei Chromebook, i computer portatili basati sul sistema operativo desktop dell’azienda. L’ipotesi nasce da alcune indiscrezioni circolate online e dalle dichiarazioni di Linux Upson, vice presidente della Engineering di Google, secondo cui il progetto sarebbe ancora nelle sue fasi iniziali.
Il numero di modelli disponibili sul mercato potrebbe quindi aumentare, con l’arrivo di nuovi dispositivi sviluppati sia dagli attuali partner sia da produttori che non hanno ancora ricevuto una conferma ufficiale. Tra i nomi citati con maggiore insistenza figurano Sony e Lenovo, due aziende che in passato hanno già avuto modo di collaborare con Google.
Al momento non sono disponibili dettagli sui possibili computer realizzati dai nuovi partner, né indicazioni precise sulle caratteristiche tecniche o sui mercati destinati a riceverli. Le informazioni emerse suggeriscono tuttavia che Google abbia già autorizzato lo sviluppo di ulteriori Chromebook e che il catalogo possa crescere nei prossimi mesi.
Google vuole rafforzare la piattaforma Chromebook
La dichiarazione di Linux Upson lascia intendere che Google consideri l’attuale generazione di Chromebook soltanto un punto di partenza. Il dirigente ha spiegato a Focus che presto arriveranno nuovi computer, descritti come migliori sotto diversi aspetti. Non è stato specificato quali elementi saranno interessati dagli aggiornamenti, ma il riferimento indica una possibile evoluzione complessiva dei dispositivi, senza limitarsi all’introduzione di nuovi modelli.
La strategia sembra basarsi su una collaborazione più ampia con i produttori di hardware. Un approccio di questo tipo permetterebbe a Google di proporre computer differenti per configurazione, design e pubblico di riferimento, mantenendo però il sistema operativo Chromebook come elemento comune. Per il consumatore, l’aumento dei partner potrebbe tradursi in una scelta più ampia rispetto a quella disponibile fino a questo momento.
La notizia, comunque, resta legata a indiscrezioni e dichiarazioni generiche. Google non ha ancora reso noti i nomi dei nuovi produttori, i modelli in sviluppo o le eventuali date di presentazione. Per questo motivo, Sony e Lenovo devono essere considerate soltanto come possibili candidate e non come aziende già confermate nel programma.
Acer e Samsung confermate nello sviluppo dei nuovi modelli
Oltre ai possibili ingressi di nuovi partner, Google avrebbe già dato il proprio consenso alla realizzazione di ulteriori Chromebook da parte di Acer e Samsung. Entrambe le aziende fanno già parte del gruppo di produttori che collaborano con Google e hanno recentemente presentato nuovi dispositivi basati sulla piattaforma.
Questa continuità è significativa perché mostra come l’espansione dell’offerta non debba necessariamente passare soltanto da nuovi nomi. I partner già attivi potrebbero continuare a sviluppare computer portatili aggiornati, mentre altre aziende potrebbero affiancarli con prodotti propri. Il risultato sarebbe un ecosistema più articolato, con una presenza più ampia del marchio Chromebook nel settore dei portatili.
Le indiscrezioni hanno già alimentato quello che sul web è stato definito il “toto produttore di Chromebook”. L’attenzione si è concentrata soprattutto su Sony e Lenovo, citate in virtù delle precedenti collaborazioni con Google. Tuttavia, non è stato comunicato se una delle due aziende stia effettivamente lavorando a un nuovo computer, né se i loro eventuali prodotti siano già in una fase avanzata di sviluppo.
Due piattaforme hardware per i Chromebook già presentati
Nel frattempo, Google ha introdotto due nuovi Chromebook, uno prodotto da Samsung e l’altro da Acer. I due computer condividono una caratteristica importante: entrambi utilizzano uno schermo da 11,6 pollici. La differenza principale riguarda invece la piattaforma hardware adottata.
Il modello Samsung utilizza un’architettura ARM, mentre il Chromebook di Acer si basa su hardware sviluppato da Intel. Si tratta di due approcci differenti alla progettazione di un computer portatile: ARM e Intel identificano infatti piattaforme hardware diverse, con componenti e caratteristiche proprie. La presenza di entrambe le soluzioni mostra come il sistema operativo di Google possa essere abbinato a configurazioni tecniche differenti, senza essere legato a un unico tipo di processore.
La scelta dell’hardware rappresenta uno degli elementi più rilevanti per distinguere i diversi Chromebook. Pur condividendo la stessa impostazione software, i dispositivi possono quindi differenziarsi per la piattaforma interna e per il modo in cui vengono progettati dai singoli produttori. Nel caso dei due modelli più recenti, Google ha scelto di affiancare una soluzione ARM a una basata su Intel.
Disponibilità ancora limitata a Stati Uniti e Regno Unito
Per quanto riguarda la disponibilità commerciale, i due nuovi Chromebook risultano al momento presenti soltanto nei mercati britannico e statunitense. Non sono state fornite informazioni su un’eventuale distribuzione in altri Paesi, né sull’arrivo dei futuri modelli di Acer, Samsung o dei possibili nuovi partner.
La limitata disponibilità geografica costituisce quindi uno degli aspetti ancora da chiarire. L’eventuale ampliamento del numero di produttori non coinciderebbe automaticamente con una presenza più ampia dei Chromebook nei vari mercati: per ora, la fonte non indica piani precisi in questo senso. Le prossime comunicazioni di Google dovranno chiarire sia quali aziende entreranno nel programma sia dove saranno venduti i nuovi portatili.
Google sembra dunque intenzionata a rafforzare la propria proposta nel settore dei computer portatili, puntando su un catalogo più ampio e su una rete di partner più estesa. Acer e Samsung sono già coinvolte nei nuovi modelli, mentre Sony e Lenovo restano tra i nomi più accreditati dalle indiscrezioni. Per conoscere configurazioni, prezzi, date e mercati di distribuzione sarà necessario attendere ulteriori informazioni, attese per i Chromebook che Google intende portare sul mercato nel prossimo anno.