Google si prepara a versare circa 1 miliardo di dollari ad Apple per mantenere il proprio motore di ricerca come impostazione predefinita sui dispositivi che utilizzano iOS. La cifra è legata a un accordo commerciale tra le due aziende, grazie al quale gli utenti dei prodotti Apple continuano a trovare Google come servizio di ricerca principale.
Il rapporto tra Google e Apple è particolarmente rilevante perché coinvolge due aziende fortemente presenti nel settore tecnologico, ma con ruoli differenti. Da una parte c’è il gigante di Mountain View, il cui motore di ricerca ha costruito gran parte del proprio successo sulla rete; dall’altra Apple, produttrice dei dispositivi sui quali il servizio viene proposto come opzione predefinita.
La somma non sarebbe quindi legata all’acquisto di un prodotto o a una fornitura hardware, ma al valore commerciale della posizione occupata da Google all’interno dell’esperienza software di iOS. Essere il motore di ricerca predefinito significa comparire automaticamente quando l’utente esegue una ricerca, senza dover modificare manualmente le impostazioni o scegliere un servizio alternativo.
Il costo dell’impostazione predefinita sui dispositivi iOS
Secondo le informazioni disponibili, Google dovrebbe pagare 1 miliardo di dollari ad Apple per conservare questa posizione. Il calcolo della cifra sarebbe stato effettuato considerando il numero di dispositivi venduti e una quota associata a ciascun terminale. L’analista Scott Devitt indica un valore di 3,50 dollari per ogni dispositivo, una formula che permette di comprendere come si possa arrivare a una somma complessiva così elevata.
Il meccanismo è basato sulla grande quantità di terminali coinvolti. Anche una cifra relativamente contenuta per singolo dispositivo può trasformarsi in un esborso molto consistente quando viene applicata a tutti i prodotti compatibili venduti sul mercato. In questo caso, il valore riconosciuto ad Apple non dipenderebbe soltanto dal singolo utente, ma dalla dimensione complessiva della base di dispositivi sulla quale Google viene proposto automaticamente.
Il dato evidenzia anche quanto possa essere importante, per un servizio online, il punto di accesso attraverso cui gli utenti iniziano la navigazione o effettuano una ricerca. La presenza predefinita riduce i passaggi necessari per utilizzare Google e rende il servizio immediatamente disponibile, mentre un motore concorrente dovrebbe essere selezionato o impostato dall’utente.
Un accordo già costato 82 milioni di dollari
Quello da 1 miliardo di dollari non sarebbe il primo pagamento collegato alla collaborazione tra Google e Apple. Quattro anni prima, Google aveva già versato 82 milioni di dollari per questo accordo. La nuova cifra indicata nella notizia mostra una crescita significativa dell’impegno economico richiesto per mantenere il motore di ricerca nella posizione privilegiata sui dispositivi iOS.
La differenza tra i due importi viene ricondotta alla modalità di calcolo basata sui terminali venduti. Se il numero dei dispositivi considerati aumenta, cresce anche il valore complessivo dell’accordo, pur mantenendo invariata la quota indicata per singolo terminale. È una struttura che collega direttamente il costo della partnership alla diffusione dei prodotti Apple.
Per Google, il pagamento costituisce quindi una spesa necessaria per difendere la visibilità del proprio servizio all’interno di una piattaforma molto ampia. Per Apple, invece, l’accordo rappresenta una fonte di ricavi legata alla gestione dell’esperienza software e delle impostazioni iniziali dei propri dispositivi, senza che sia necessario sviluppare direttamente il motore di ricerca.
Google potrebbe rivedere la collaborazione con Apple
La cifra prevista potrebbe spingere Google a valutare eventuali modifiche all’accordo. La notizia lascia aperta la possibilità che l’azienda decida di rinegoziare i termini della collaborazione oppure di adottare una strategia differente in futuro. Non viene indicata una decisione definitiva, ma l’entità del pagamento rende comprensibile l’interesse a riesaminare il rapporto.
Un’altra ipotesi citata è il rafforzamento dei rapporti con Samsung, indicata come leader del mercato attuale. Anche in questo caso non si tratta di un accordo annunciato, ma di uno scenario possibile nell’ambito delle strategie con cui Google potrebbe cercare di mantenere una presenza privilegiata sui dispositivi mobili. Il riferimento a Samsung mostra come la distribuzione del motore di ricerca dipenda anche dalle relazioni con i produttori hardware.
La questione, dunque, non riguarda soltanto il pagamento di una somma molto elevata. Al centro c’è il valore dell’impostazione predefinita, una scelta apparentemente semplice per l’utente ma capace di incidere sulle strategie commerciali dei grandi operatori tecnologici. Google dovrà valutare quanto sia importante conservare questa posizione su iOS rispetto al costo dell’accordo, mentre Apple può contare sul peso della propria piattaforma nella definizione delle condizioni della collaborazione.